Varese

Gazebo leghista e gazebo Pdl, scintille tra alleati

Il gazebo del Carroccio in piazza Podestà

Pochi metri di distanza tra l’uno e l’altro, ma in realtà la distanza  che separava, in piazza Podestà, questo pomeriggio, il gazebo leghista da quello della Giovane Italia, l’associazione giovanile targata Pdl, era enorme. Da una parte caldarroste in cartoccio con Sole delle Alpi, vin brulé, boccia di vetro per la raccolta fondi per gli alluvionati del Veneto, dall’altra volantinaggio e musica a palla dei gruppi di musica alternativa, gli Aurora, gli Skoll, Non Nobis Domine. E, ogni dieci minuti, l’inno di Mameli a tutto volume, con i leghisti, dall’altra parte della piazza, visibilmente irritati.  Se li divide Mameli, li riavvicina l’ostilità neio confronti di Fini, per tutti la vera bestia nera. “La coerenza di Fini: il tradimento” diceva un cartello dalla parte dei leghisti, ma avrebbe potuto stare anche tra i ragazzi della Giovane Italia.

A tenere d’occhio la situazione, al gazebo della Lega l’assessore all’Urbanistica del Comune, Fabio Binelli, mentre al gazebo della Giovane Italia era impegnato il presidente provinciale, e consigliere comunale, Stefano Clerici. Ad un certo punto, al gazebo Pdl (ma c’erano solo i giovani ex An) sono arrivati gli onorevoli Marco Airaghi e Paola Frassinetti per commemorare le vittime di Nassirya, sostituendo il ministro della Difesa Ignazio La Russa.

Clerici ha invitato a ricordare “i fratelli italiani che hanno preso sulle spalle la pace in un territorio martoriato dalla guerra”. Secondo Airaghi, direttore generale dell’Aid (Agenzia industrie Difesa), abbiamo di fronte un “nemico vigliacco”, e si sta svolgendo, per questo, “una guerra asimmetrica”, dato che noi portiamo una bandiera mentre loro no. “I militari italiani all’estero non solo difendono pace e libertà, ma tengono lontano il terrorismo da casa nostra”. “Rischiano la vita per la sicurezza e la serenità delle nostre famiglie”. L’onorevole Frassinetti, vicepresidente della Commissione Cultura della Camera, ha rimarcato “la cultura dell’accoglienza e il senso del volontariato dei nostri soldati in terre lontane”. Soldati che evocano, come ha detto  la Frassinetti, “i ragazzi del ’99″, che diedero il loro sangue nelle trincee della prima guerra mondiale per l’Italia.

Dopo la lettura dei nomi dei caduti di Nassirya e il canto dell’inno nazionale, i ragazzi della Giovane Italia hanno deposto una corona d’allora sotto l’Arco Mera.

13 novembre 2010
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