Gallarate

Collezione Consolandi al Maga. Con dito di Cattelan

Il famoso dito di Cattelan in mostra al Maga

Superato il comizio pro-Berlusconi che, in una segretissima anteprima,  il ministro all’istruzione Mariastella Gelmini ha pronunciato in visita al Maga (con accurata selezione di giornalisti invitati), oggi è stato tagliato il nastro della mostra “Cosa fa la mia anima mentre sto lavorando?”, opere d’arte contemporanee dalla collezione Consolandi a cura di Francesca Pasini e Angela Vettese. Una rassegna che è stata presentata questa mattina alla stampa (questa volta invitata tutta), alla presenza del presidente della Fondazione Maga, Angelo Crespi, della direttrice del museo, Emma Zanella, delle due curatrici e dei figli del notaio-collezionista milanese, Enrico e Claudia Consolandi.

Arte contemporanea e, dunque, per definizione, discutibile e controversa. Se poi consideriamo che qui si tratta di una collezione di arte contemporanea, allora si può proprio dire che si naviga in mare aperto.  Uno dei più prestigiosi critici d’arte italiani, Angela Vettese, curatrice della mostra, ha ben descritto la natura piuttosto paradossale dell’iniziativa: sempre vissuto in via Santa Marta a Milano, in pieno centro storico, Consolandi si sarebbe atteso di vedere una mostra dedicata alle sue opere a Milano, mentre è stata fatta a Gallarate. E poi, ha detto ancora la Vettese, una mostra è sempre un punto di vista su una collezione, che a sua volta muta con il trascorrere della vita del collezionista stesso.

Una proposta, dunque, una mostra di questo genere, una proposta tra le tante possibili. E certamente non sono mancati dubbi e difficoltà nel ricostruire un itinerario così lungo e complesso come quello del notaio-collezionista. Un uomo, come ha raccontato Francesca Pasini, l’altra curatrice, sempre alla ricerca di nuovo artisti, con l’ansia di “arrivare prima” alle opere di maggiore pregio, ai suoi occhi e non solo ai suoi, per assicurarle alla sua collezione. In mostra, su due piani del Maga, c’è davvero un ampio campionario di opere d’arte contemporanea. A partire da quelle di Maurizio Cattelan, come il famoso dito alzato, prototipo di quello, gigantesco, installato davanti alla Borsa di Milano. Di questo, come di altri artisti contemporanei, appare sempre molto sottovalutato l’aspetto commerciale,  il rapporto diretto con il mercato. Con conseguente (quasi) santifcazione degli artisti in mostra.

Al Maga si può giudicare uno spaccato della collezione Consolandi, assai più vasta di ciò che, con sforzi  non indifferenti, è stato collocato tra le mura del super-museo gallaratese. Una lunga serie di autori ormai assunti nel cielo delle star, e qui presenti con opere che, in diversi casi, non appaiono il meglio di ciò che hanno prodotto gli autori scelti. Resta il fatto che, comunque, a Gallarate qualche mostra si tenta di fare. A differenza di altri luoghi, a partire dal capoluogo, dove ormai le mostre sono diventate un ricordo lontano.

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13 novembre 2010
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Un commento a “Collezione Consolandi al Maga. Con dito di Cattelan

  1. Manuela Codazzi il 14 novembre 2010, ore 17:21

    Il Maga non tradisce mai! Bella e provocante mostra!

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