Napoli

Viaggia la letteratura potenziale. Da Ispra al Vesuvio

Lo scrittore italo-americano Robert Viscusi

E’ necessario essere creativi ad un convegno oplepiano/oulepiano. Ma à cointrainte, secondo regole. Sempre necessario conoscerle per non rispettarle e darsene di nuove, utili anche per affrontare il temporale che ha preceduto un appuntamento importante della XVI edizione ieri sera a Napoli, alle pendici di un Vesuvio “potenzialmente” invisibile.  La sfavillante ambientazione di Palazzo San Teodoro, “in potenza” invisibile da Riviera di Chiaia, ed un parterre di “potenziale potenza” ha accolto il confronto/incontro aleatorio tra Raffaele Aragona, Armando Massarenti, Ermanno Cavazzoni, Francesco Durante e Robert Viscusi, che ritrova anche a Napoli la tempesta che lo aveva accolto a marzo, proprio a Varese, per la presentazione di Ellis Island.

Sì proprio la nostra piovosa provincia, che addirittura dieci anni fa fu palcoscenico del convegno oulipo-Eco-oplepo La contrainte magnifique con  Marcel Bénabou, Jacques Roubaud, Harry Mathews, Umberto Eco, Raffaele Aragona e Stefano Bartezzaghi. L’aveva organizzato Emilie Sheffer del Comité du Semestre Français del Centre Commun de Recherche di Ispra. Chissà se pioveva quando l’ardimentosa francese aveva intrapreso con altri sei compagni una sorta di marcia europea partendo da piazza della Bastiglia fino a Varese in un cammino oulepiano tra Ispra e Paris, uno l’anagramma dell’altro ovviamente.

Ma guardiamo da vicino chi ieri sera ha duellato”potenzialmente” in creatività fino all’approdo sicuro ad Ellis Island, l’isola dell’erranza/speranza.
Raffaele Aragona è ingegnere, scrittore, nonché fondatore di oplepo nel 1990, un piccolo mago che rende possibili questi miracoli “in potenza” anche nella nostra Italia che ci sta abituando a veder piovere pietre. Armando Massarenti è filosofo, epistemologo, scrittore e responsabile del supplemento culturale de Il sole-24Ore “Scienza e filosofia”, quello della “Filosofia minima” per intenderci. Ermanno Cavazzoni è lo scrittore de “Il poema dei lunatici” (vale a dire soggetto e sceneggiatura de “La voce della luna” di Fellini), insegnante di poetica e retorica all’Università di Bologna, co-direttore della rivista “Il semplice” per Feltrinelli, e de ”Il Caffè illustrato”, nonché ideatore con Celati, Carnia e Talon della collana “Compagnia Extra” per Quodlibet.  Francesco Durante è studioso di letteratura italoamericana, traduttore di John Fante, Bret Easton Ellis e Raymond Carter, giornalista, critico letterario e direttore editoriale. Robert Viscusi è professore di Letteratura inglese e americana al Brooklyn College della City University di New York, direttore e fondatore del Wolfe Institute for the Humanities della stessa università, (nel 1991) e presidente della Associazione degli Scrittori Italo-Americani, con sede a New York, nonché autore di narrativa e poesia:  Astoria ha v into nel 1996 il prestigioso American Book Award, il premio annuale assegnato dai librai americani, mentre Ellis Island è la sua ultima creatura potenziale.

I napoletani hanno affrontato, dunque, un temporale scrosciante (ed eguagliante nord e sud!) per non perdere un incontro “potente” più che “potenziale”: il padrone di casa, Aragona, ha spalancato i cervelli di “professanti” potenziali con “Il potere del potenziale – Regole per la creatività”, un rinfrescante ricordo del percorso ventennale dell’oplepo italiano di Sanguineti, Calvino&c. e dell’oulipo francese di Queneau, Perec&c.  Spesso, infatti, si sospetta che Oplepo e Oulipo siano una setta, ma basterebbe ricordare il lipogramma di 300 pagine “sans e” che Perec compose sotto il nome de “La sparizione” ed il suo “specchio” Le ripetizioni” ”seulement avec e”, per rassicurarsi della matrice di questi “opifici”. Massarenti riceve il testimone dal passato per addentrarsi nell’attuale “Arte di legarsi le mani”: un grido, ovviamente “potenziale” ed invisibile ai più.

Cavazzoni per venti minuti con “Quanto vale la letteratura” conquista l’uditorio in un matematico, funambolico e spassosissimo divertimento di figure retoriche per dimostrare che nord e sud si allontanano anche per il costo/minuto di una composizione potenziale, ma si ricongiungono nella sudditanza: un politico nazionale, anche quando fa poesia, vale di più. Economicamente ovviamente. Francesco Durante si sente un pesce fuor d’acqua a dover proseguire il percorso ouplepliano, ma la sua navigazione verso l’erranza e speranza di Ellis Island si fa sicura  nella memoria dell’Italia che migrava e a cui oggi rimangono molti numeri con cui fare i conti, anche migranti. Numeri che Robert Viscusi ha raccolto, ereditando il fardello collettivo di Perec nel suo “Ellis Island”. A Napoli, infatti, ne svela i segreti di componimento oulepiano: la completa assenza di maiuscole e punteggiatura per ben 624 sonetti che virtualmente, quindi, potenzialmente ricompongono un “duodecilione” di poesie sul web.

A Napoli, dopo Varese, di temporale in temporale, Robert Viscusi conduce la traversata dell’anima e, quindi, della memoria, ricordando chi in questo viaggio di erranza e speranza l’ha “trasposto”, il varesino Sandro Sardella, che in quattro e quattr’otto ha tradotto anticipatoriamente un sonetto oplepiano generato automaticamente dal cervellone che custodisce, per ora solo i 624 sonetti nella versione americana. Con l’uscita del tredicesimo volume gutemberghiano del monumentale poema saranno disponibili “virtualmente” anche per i lettori di lingua italiana, che possono assaggiarlo nel numero di novembre sulla rivista “Poesia” attraverso l’incubazione di Martino Marazzi e dodici dei quarantotto sonetti pubblicati da abrigliasciolta.

12 novembre 2010
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