Televisione

Saviano ricorda la macchina del fango contro Falcone

Lo scrittore Roberto Saviano

Prima puntata (e forse ultima) della tramissione di Fabio Fazio e Roberto Saviano “Vieni via con me”, in diretta su Rai tre. Dopo che Fazio ha ricordato il crollo della casa dei gladiatori a Pompei, è entrato in scena lo scrittore che da anni vive sotto scorta. Saviano è apparso emozionato quando è entrato in studio e ha subito affrontato il tema della “macchina del fango”.

Dopo un’interpretazione in stile marcetta della canzone di Gaber “Io non mi sento italiano” da parte di Daniele Silvestri, Saviano è stato presentato da Fazio che ha elencato le definizioni, parecchie molto pesanti, che sono state date di Saviano. Lo scrittore ha raccontato di sè e degli eterni luoghi comuni che, appena qualcuno si impegna contro la mafia, vengono subito utilizzati. Ma il caso esemplare a cui ha fatto riferimento Saviano è stato il giudice Giovanni Falcone, vittima di una coerente e continua operazione di delegittimazione. Saviano ha ricordato le tante sconfitte di Falcone e le tante volte in cui la “macchina del fango” lo ha colpito. “Tante le volte in cui è stato accusato di lottare contro la mafia per fare il proprio interesse, per fare carriera, per arrivare in alto”. Il diritto, invece, è la garanzia per migliorare le cose. “Il diritto è l’unica premessa per la felicità”, ha concluso lo scrittore.

Poi la trasmissione ha ospitato Nichi Vendola, che ha elencato tutte le definizioni offensive del gay. E poi è arrivato l’attore Roberto Benigni che ha proposto una girandola di battute esilaranti sul caso Ruby e le escort.

8 novembre 2010
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