Varese

“Sabatogiallo” apre con le due Principesse da rotocalco

Jane Bowie mentre legge alcune pagine del libro

C’era una volta una Principessa che sembrava uscire da un sogno. Bella ed elegante, piena di fascino e un po’ prigioniera del suo Castello. Una Principessa a cui il destino riservò una morte violenta. Con queste parole si potrebbe riassumere la vicenda di Grace di Monaco, la principessa che sembrò incarnare un ideale di gusto ed eleganza insuperabile. Con la sua vita, e soprattutto la sua morte, una fiaba macchiata di sangue sembrava essersi svolta, per una volta e una volta soltanto, sotto gli occhi attoniti del mondo. Eppure, con un parallelismo inquietante, tutto si ripetè, anni dopo, nella figura e nella vita della Principessa triste, Lady Diana, che vide stroncata da un tragico incidente la sua vita generosa.

Un intreccio indagato da due giornaliste, Elena Mora e Luisa Ciuni in un volume, “Grace e Diana, i destini gemelli di due principesse tra fiaba e tragedia” (edito da Cairo). Un racconto avvincente che ha aperto, ieri pomeriggio, presso il Teatrino Santuccio di Varese, la seconda edizione di “Sabatogiallo”, rassegna promossa dall’associazione culturale “Il Vellone” e curata dal  magistrato-scrittore Giuseppe Battarino (anche coautore dell’attesa piéce teatrale “Virginia”, in “prima”, nell’ambito della rassegna, sabato 20 novembre) e dalla giornalista Ambretta Sampietro del quotidiano “La Prealpina”. Un primo appuntamento della rassegna impreziosito dalle letture della sensibile e raffinata Jane Bowie, attrice-performer capace di restituire tutta l’emozione di due vite che custodiscono un loro innegabile “lato oscuro”. Un’espressione usata da Battarino, che ha rivelato, nel corso del dibattito, di essere stato compagno di liceo di Stefano Casiraghi, uno dei mariti di Carolina di Monaco, anche lui vittima di una morte violenta.

Tutto il dibattito ha segnalato analogie nella vita delle due principesse, le più amate e fotografate del dopoguerra. Non solo: le due figure hanno incrociato la loro vita, con appuntamenti non scritti da brividi. “Grace e Diana hanno intrecciato le loro esistenze almeno due volte – ha raccontato la Mora -: Grace partecipò al matrimonio in mondovisione di Diana e Diana volle essere presente, contro al parere della Corte, ai funerali di Grace”. Due esistenze sottoposte quasi alla forza di una tragica calamita, capaci di rispecchiarsi nel medesimo specchio nero. “Siamo due secchione e per scrivere il libro abbiamo studiato tanto – ha continuato la giornalista –, rendendoci conto che erano due principesse da favola, la cui vita è stata un incubo”.

Un incubo che segnò la loro vita matrimoniale fin dall’inizio e inseguì le due donne lungo la loro difficile vita a contatto con le due corti. Esemplare la vicenda della Spencer ripercorsa da Luisa Ciuni, che ha raccontato che Diana sposò Carlo per diventare regina d’Inghilterra. “Ma le fu tolto il titolo di Sua Altezza Reale, indispensabile per salire al trono – ha continuato la Ciuni -. Un avvenimento che la fece letteralmente impazzire e fece affacciare nella sua vita una forma di anoressia”. Rapporti difficili con la corte anche per Grace, che si trovò davanti un impedimento assoluto al suo ritorno al set hollywoodiano dopo le nozze con Ranieri, un ostacolo consolidato dallo stesso Vaticano.

Ma è stata certamente la comune morte violenta che ha legato per l’eternità le due principesse. Due morti in fuga dalla pressione dei media sulle loro vite, due morti che destarono grandi emozioni in tutto il mondo. Una morte, quella di Grace Kelly, su cui si stendono le ombre di una sua adesione alla Setta del Tempio Solare, mentre nel caso della Spencer, le due autrici hanno evocato il rapporto con il chirurgo pakistano di stretta osservanza musulmana Hasnat Khan, certamente mal visto a corte. Insomma, due tragiche conclusioni su cui, come hanno ammesso le due giornaliste, restano ancora oggi sospese ipotesi e versioni discordanti.

7 novembre 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi