Varese

Vendola a Varese dice qualcosa di sinistra

Vendola al termine del suo intervento

Un lungo intervento nel salone del De Filippi, che dalle prime ore della mattina si era letteralmente riempito di militanti e bandiere. Una cornice in cui Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà, oltre che governatore della Regione Puglia, è intervenuto per quasi due ore, proponendo una riflessione di ampio respiro sull’Italia di oggi, il berlusconismo, le prospettive della sinistra. E’ arrivato al De Filippi intorno alle 11 ed è entrato nel salone mentre stava intervenendo il consigliere comunale di Varese, Angelo Zappoli.

Ma non solo Zappoli ha preceduto l’intervento di Vendola. Hanno parlato anche Franca Marino, della Rete XXIX Aprile Uninsubria, Djibril Thian di Ubuntu, Manuela Frangini, hostess della compagnia Livingston in crisi. Dopo questi interventi, Vendola ha iniziato a parlare, aprendo l’intervento con una citazione biblica (“Sentinella, a che punto è la notte?”), che stava molto cara a Giuseppe Dossetti, e lungo tutto il suo intervento ha disseminato diversi riferimenti alla fede. “Sono un credente – ha detto scherzosamente in un passaggio -, e il giorno del Giudizio universale chiederò al Padreterno come si stato possibile che la Gelmini abbia potuto diventare ministro dell’Istruzione”.

Per il presidente di Sel, Berlusconi e il berlusconismo sono l’esito di un lungo processo culturale. “Berlusconi ha cominciato a vincere tanti anni fa, quando sono iniziate a morire la scuola e l’università”. Occorre innalzare un monumento a maestri e maestre che “per anni hanno tenuto in piedi questa democrazia”. E questo in un Paese caratterizzato da una “epopea del sacrificio”, fatto dai genitori perché i figli avessero un futuro migliore. Tutto è cambiato, e si è imposto un altro modello. “Quello della tv della fiction e del reality, dove il modello è il Grande Fratello, una casa che non ha nessuna finestra aperta verso l’esterno”. Un cambiamento che ha visto soprattutto rendere precario ogni lavoro e ha reso la politica “proprietà privata del leader”. Oltre a mettere nell’angolo la scuola pubblica. Non dobbiamo dimenticare quando vinceremo, ha detto Vendola rivolgendosi al Pd, “che non c’è cambiamento se la scuola continua ad essere governata come se fosse un’azienda”.

Quale la via d’uscita? “Una grande battaglia culturale, dare vita ad un nuovo vocabolario, ritornare sul territorio”, ha detto Vendola. “E sul territorio sostituire alle comunità di rancore della Lega, nuove comunità solidali”. Una riflessione non priva di puntate contro il Pd, come quella sul fronte-immigrazione, dove, secondo Vendola, “il Pd un po’ si nasconde, un po’ insegue la Lega sul suo terreno”. Proprio al tema dell’immigrazione Vendola ha riservato un affondo. “Il governo ha inventato galere amministrative e criminalizzato la povertà”.

Dopo gli applausi, le strette di mano, gli autografi, Vendola è salito in auto, dopo avere salutato il Questore Cardona. Alla volta di Milano, dove questa sera, al Teatro Dal Verme, interverrà a sostegno di Pisapia nella corsa delle primarie milanesi del Pd.

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6 novembre 2010
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