Pd, congresso blindato, candidato unico, lista bloccata

Fabrizio Taricco, candidato alla segreteria del Pd provinciale

Ci siamo: il congresso provinciale del Pd di Varese si terrà sabato 13 novembre all’Istituto De Filippi di Varese. Un congresso del tutto tranquillo, un po’ scontato, praticamente blindato. L’assise del partito di Bersani si terrà sulla base di due condizioni di partenza: candidato unico alla segreteria e lista bloccata di 120 nomi. Si tratta dell’esito, come ha ricordato questa mattina il candidato unico, Fabrizio Taricco, ex sindaco di Carnago e già candidato per l’Ulivo alle politiche del 2001, di un lungo percorso di confronto sul territorio.

“Numeri importanti – dice Taricco – con 84 circoli Pd nella nostra provincia, e con 1721 persone che hanno votato per gli organismi direttivi dei circoli e 1510 che si sono espressi per il rinnovo degli organismi provinciali”. Una certa differenza tra i numeri delle due elezioni. “Sì, è accaduto dove non si sono votati i due vertici nello stesso momento, ma ci sono state convocazioni successive”. Numero che, comunque, dicono che nel Pd si muovono più persone di quante militassero nei partiti precedenti. “L’ultimo congresso Ds ha visto la partecipazione di un migliaio di persone, mentre quello della Margherita circa 400. I congressi ci dicono che il Pd è riuscito ad andare oltre”.

Un bell’esercizio di democrazia che ha visto eleggere 30 segretari di circolo al primo mandato e 19 donne-segretario. Tuttavia, tanto confronto e cambiamento approdano ad un confronto congressuale piuttosto appiattito. Un esito che, rispetto allo stesso dibattito nazionale, non registra a Varese voci di dissenso, documenti vivaci di qualche componente critica, una qualche polemiche sui media. “La segreteria provinciale uscente (Stefano Tosi, ndr.) aveva diritto e dovere di fare una proposta al partito – si difende Taricco -. Lo ha fatto per evitare che ci fosse l’ennesima divisione. I malumori più forti, comunque, sono stati relativi alla lista unica”. E poi, aggiunge Taricco, “nessuno ha impedito che dalla base arrivassero altre proposte”.

Nessuna voce di dissenso, tutto rientrato. Neppure l’ombra di un’acida dichiarazione da parte di qualche ”rottamatore”. “Non credo che la giovinezza o meno di chi fa politica si deduca dalla carta d’identità. Io ho 58  anni e non mi sento da rottamare. Anzi mi sento nuovo come un ventenne”, taglia corto l’aspirante segretario provinciale.

Quanto, infine, a strategie ed alleanze in vista delle prossime elezioni amministrative, Taricco si sofferma sullo strumento-primarie, invocate recentemente anche da Sinistra Ecologia Libertà con scadenza ravvicinata. “Non c’è dubbio – dice Taricco – le primarie sono importanti, ma vanno usate con cautela. In particolare quando non c’è condivisione su un nome o ci sono idee programmatiche diverse”. Infine, quanto agli alleati, Taricco è tranciante: “Saranno fatti tutti i ragionamenti del caso, ma partendo dalla convinzione che il Pd sia il perno di ogni alleanza, un punto di partenza da non mettere in discussione”.

5 novembre 2010
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