Varese

Benedetti al Santuccio. Dal Friuli alle bloggers

Il poeta Mario Benedetti

Un’iniziativa davvero coraggiosa e interessante, quella che domani sera, sabato 6 novembre, alle ore 21, al Teatrino Santuccio di Varese, porterà avanti il ciclo “Poesiaincittà”, rassegna inventata da Rita Clivio e Marcello Castellano, in collaborazione con l’associazione culturale “Il Vellone”. Davvero non semplice e scontata la scelta di “sprofondare” dentro l’opera di un poeta come Mario Benedetti, autore dal raffinato percorso letterario, poeta dall’opera sfaccettata e ricca di fratture, contrasti, inediti approdi. Un itinerario dalla coerenza dura come il diamante (la poesia come impegno esclusivo, lontano da media e talk show), con il quale si confronterà la giovane Viviana Faschi, poetessa varesina di rara sensibilità e cultura.

Davvero da non invidiare, la Faschi, che avrà l’onere e l’onore di presentare il poeta friulano e poi cercherà, in un dialogo, di ricavare indicazioni e spunti per leggere meglio i versi di Benedetti. Tre i riferimenti poetici del dialogo: un volume del 2004 “Umana gloria”, il successivo “Pitture nere su carta” (2008) ed infine l’eccezionale “Materiali di un’identità” (2010). Opere che rivelano sfaccettature inattese, inversioni, approdi inediti. Un continuo procedere su un piano inclinato, sdrucciolevole, decisamente non rassicurante.

Ma attenzione: non si pensi di avere a che fare con un autore ripiegato sul tempo che fu, malinconico e barboso. Nulla di tutto questo. Basti ricordare, come certamente farà l’accorta Faschi, che Benedetti ha curato un  simpatico volumetto dal titolo intrigante “Bloggirls”, dedicato ai racconti apparsi in Rete di alcune tra le più interessanti scrittrici-bloggers italiane. Un mondo di scritture orfano di padri, informale, “liquido” direbbe Bauman. Ecco, Benedetti è tutto questo: radici friulane, scrittura raffinata e a molte direzioni, passione per la Rete. Ascoltando al Santuccio questo poeta, i varesini capiranno che la poesia non si è fermata alle “buone cose di pessimo gusto”, ma è andata molto oltre.

5 novembre 2010
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