Varese

Mirabelli (Pd) al Prefetto: “censuri l’assessore Zagatto”

La richiesta a Prefetto, sindaco, presidente del Consiglio comunale, difensore civico è diretta e perentoria: “censurino il comportamento antiistituzionale dell’assessore Zagatto”. Una richiesta che arriva dal consigliere comunale Pd, Fabrizio Mirabelli. Durante l’ultima seduta del Consiglio, Mirabelli ha chiesto al Presidente del Consiglio comunale Morello, formale censura nei confronti dell’assessore Gladiseo Zagatto, per le mancate risposte alle mie interrogazioni rivolte all’assessore Zagatto. Dal 2008 ad oggi, infatti, l’assessore Zagatto non ha risposto a ben 27 interrogazioni.

Continua Mirabelli: “Non ancora soddisfatto del suo abuso, l’assessore Zagatto, in data 30 ottobre, ha rilasciato al quotidiano “La Provincia” la seguente dichiarazione, che ritengo gravemente lesiva del ruolo del Consiglio comunale: “Non rispondo alle interrogazioni intenzionalmente. Quando arrivano nel mio ufficio le inserisco direttamente nel tritarifiuti. Ritengo che siano un’inutile perdita di tempo per me e per i tecnici del Comune, oltre che uno spreco di denaro pubblico. Preferisco dedicarmi direttamente ai cittadini.”

Dice il consigliere Pd: “la carica di assessore da lui ricoperta è meramente esecutiva mentre quella di consigliere comunale è elettiva. Credo, pertanto, che egli non possa decidere se rispondere o meno alle interrogazioni dei consiglieri comunali ma che, gli piaccia o no, sia suo preciso dovere farlo. Secondo il Testo unico degli enti locali, lo Statuto di Varese, il Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale, rientra, infatti, tra i compiti che egli deve adempiere nel momento in cui ha accettato di fare l’Assessore, percependo, tra l’altro, un’indennità pagata da tutti i cittadini contribuenti”.

“Se l’assessore Zagatto – prosegue Mirabelli – non ritiene opportuno rispondere ai cittadini di Varese che pagano l’indennità da lui percepita, se lo ritiene veramente “un’inutile perdita di tempo”, può sempre scegliere, in qualsiasi momento, di dimettersi dalla carica di assessore e sicuramente non avrà più questo “fastidio””.

3 novembre 2010
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