Varese

Galli pro Regio, ma non spiega la fuga dei soci

Il presidente leghista Dario Galli

Se la prende con i giornali, il presidente della Provincia di Varese, il leghista Dario Galli, a proposito di quello che legge sulla Regio Insubrica, di cui Galli è l’attuale presidente. “Notizie false, che non corrispondono alla realtà”, esordisce il presidente a Villa Recalcati. Un lungo intervento, il suo, su vicissitudini e problemi dell’associazione transfrontaliera, della quale fanno parte Canton Ticino, e Province di Varese, Como, Lecco, Verbano-Cusio-Ossola, Novara. Ma alla fine Galli non spiega perchè dall’associazione stanno uscendo enti autorevoli come l’Università della Svizzera Italiana. Una lenta emorragia che sta riducendo all’osso l’ente a cavallo della frontiera. Un processo che sembra essersi accelerato da quando al vertice sta un esponente del Carroccio.

Accusa lo scudo fiscale per il fatto che, per un anno, l’attività della Regio sia rimasta paralizzata. Una realtà, ha detto Galli, “che non è un carrozzone statale con ottanta impiegati, ma un ufficio offerto dal Canton Ticino con due segretarie a tempo parziale, più un professionista a contratto che è il segretario generale (in questo momento Roberto Forte, ndr.)”. Un’associazione alla quale aderiscono 170 soci, con cinque Province e il Canton Ticino, attualmente presieduta dallo stesso Galli, con una presidenza che è stata prorogata per sei mesi. “La Regio è piccola – ha detto il presidente – ma può essere utile per diverse iniziative”. Dal territorio alla promozione turistica, fino alle attività sportive e alla formazione professionale. “Tante le cose che potevamo fare, ma che non abbiamo fatto a causa del raffreddamento dei rapporti con gli svizzeri dopo lo scudo fiscale”.

Tra le tante iniziative che Galli intende realizzare con la Regio, il Gran Premio dell’Insubria organizzato dalla società Binda, ribattezzato Gran Premio Regio Insubrica di ciclismo, il Gran Premio Regio Insubrica di canoa, il Varese Festival Noir su letteratura gialla e thriller e poi iniziative sul turismo. Ma soprattutto sui frontalieri. E qui Galli assume posizioni molto leghiste. “Il ristorno dei frontalieri che lavorano in Svizzera ma godono di servizi qui, non deve andare nelle casse romane, ma direttamente alle Province”. Infine, Galli punta ad un tavolo di confronto tra sistema imprenditoriale locale e sistema bancario elvetico.

Quanto al segretario generale, Galli smentisce l’intenzione del Carroccio di mettere un proprio uomo. Anzi. “Proporrò che il segretario generale sia sempre di nazionalità svizzera e di gradimento degli svizzeri, un’innovazione rispetto allo Statuto che al momento non contiene norme in proposito”.

3 novembre 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi