Varese

Il Sacro Monte di Elisabetta Sgarbi. In Sala Montanari

Elisabetta Sgarbi con il fratello Vittorio

Resta, nonostante le antenne e qualche zona di degrado, la montagna più amata dai varesini. Il Sacro Monte è tanto ricco di bellezze, paesaggistiche, artistiche, religiose, da essere un bene quasi imbarazzante, difficile da promuovere con iniziative all’altezza della sua inarrivabile bellezza. Qualcosa si è tentato a Varese in concomitanza con i 400 anni dalla sua nascita, un cartellone raffinato pensato da un gruppo capitanato da Paolo Zanzi. Un cartellone che, naturalmente, non ha avuto alcun seguito coerente, tanto che la montagna sacra è tornata ad essere, al massimo, scenario prestigioso per rassegne teatrali, questa estate, come quella coordinata da Andrea Chiodi.

Un’iniziativa certamente interessante è quella portata in giunta, nei giorni scorsi, dall’assessore alla Promozione del territorio, Enrico Angelini, facendo sua una proposta presentata dagli Amici del Sacro Monte, l’associazione presieduta da Ambrogina Zanzi.

Il Comune di Varese, dunque, promuove e sostiene la manifestazione in programma il 25 novembre, quando al Salone Montanari del Comune (l’ex Rivoli, per intenderci) sarà proposto il film di Elisabetta Sgarbi, che è stato selezionato al Festival del film di Locarno 2008, sul Sacro Monte. Non, però, il Sacro Monte di Varese, ma quello di Varallo. La pellicola si intitola “Non chiederci la parola. Il Gran teatro montano del Sacro Monte di Varallo”, con musiche di Franco Battiato, e i testi di Edward Carey, Giovanni Testori, Juan de la Cruz, Vittorio Sgarbi, Umberto Eco, Sebastiano Vassalli. La voce è quella di Toni Servillo.

Una storia sacra tutta umana quella che il Sacro Monte di Varallo, nei capolavori di Gaudenzio Ferrari, di Tanzio da Varallo, di Gherardini, di Morazzone, del Ceranino ci consegna, e che lo sguardocinema, come in una salita, si affanna a voler cogliere. Dice Elisabetta Sgarbi, direttrice della manifestazione “La Milanesiana”: “Ci si avvicina là, dove gli occhi del visitatore non possono arrivare, oltre le grate, i vetri, i confini che proteggono e allontanano questi statue, dipinti, persone, ci si confonde tra di essi, abitando le loro case-cappelle e incontrando ad uno ad uno tutti i personaggi di questa folla pietrificata”.

Una proiezione rara, un piccolo evento per conoscere meglio quel sistema dei Sacri Monti di cui Varese è certamenmte una punta di diamante. la pellicola sarà preceduta da una breve conferenza sull’argomento da parte del filosofo luinese Giovanni Reale, autore dell’opera sulle Cappelle del Sacro Monte di Varallo. Una conferenza supportata da immagini fotografiche appositamente realizzate da Andrea Samaritani.

1 novembre 2010
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