Varese

Collocamento disabili, 5000 utenti in difficoltà

Non è stata davvero una bella idea. Anzi. Il trasferimento a Varese dell’unica sede del Collocamento Mirato Disabili (CMD) da via Daverio, zona stazione di Casbeno delle Nord, a via Valverde, periferia della città, ha tutta l’aria di essere stata una decisione presa senza valutarne attentamente le conseguenze.  Conseguenze pesanti, disagi forti, oltre che per i dipendenti, soprattutto per gli utenti che frequentano quegli uffici alla ricerca di un lavoro.

In realtà è un problema che si trascina dal marzo 2003, e che oggi è stato sollevato nuovamente da una  mozione presentata nel parlamentino di Villa Recalcati dai consiglieri del Partito democratico e approvata all’unanimità. Da parte del presidente Dario Galli è venuto l’impegno di trasferire il Collocamento disabili presso Villa Recalcati entro la prossima estate. Vedremo come finirà.

Una denuncia forte, quella del Pd, che fotografava puntigliosamente i disagi e i problemi della nuova sede del Collocamento disabili, al quale sono iscritti cinquemila utenti. La sede di via Valverde si trova in un seminterrato difficile da raggiungere, e tutto si svolge in un open space che non garantisce privacy e riservatezza necessarie. In un unico locale, le  persone disabili sono obbligate a parlare di sé e a rispondere a domande delicate poste dagli operatori. “Non sono infrequenti – si legge nella mozione Pd – situazioni di aperto disagio, da parte di utenti in particolari situazioni sanitarie o economico-sociali, che si trovano a condividere in forma non privata momenti di crisi personale, di pianto e di difficoltà emotiva”.

Nello stesso open space inoltre è effettuato contemporaneamente il servizio all’utenza  e quello alle aziende, con la possibilità di un impatto, tra i datori di lavoro e i possibili utenti.  “Le sale destinate agli incontri degli utenti con gli psicologi – rimarca con forza la mozione – sono spazi divisi da tramezze e alcuni senza finestre, con conseguente incidenza negativa sulla tranquillità psicologica dei disabili che usufruiscono dei servizi offerti: sono frequenti attacchi di panico, difficili da gestire da parte del personale”.

Inoltre le finestre sono solo parzialmente apribili, costante è l’utilizzo dell’impianto di condizionamento, la luminosità naturale degli ambienti è scarsa, negli uffici si percepiscono forte umidità, esalazioni della fognatura e odore di muffa.

Una situazione insostenibile, insomma, che va cambiata al più presto. E che merita molta più attenzione di quella che finora ha ricevuto. La mozione che vede come prima firmataria la consigliera Pd Oprandi puntava, appunto, a non fare cadere nel dimenticatoio questa necessità.

31 ottobre 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Un commento a “Collocamento disabili, 5000 utenti in difficoltà

  1. DEBORAH il 31 ottobre 2010, ore 17:30

    E’ veramente una vergogna !!!!ma trovo anche ridicola un’altra cosa:
    che se uno supera mi sembra 8000 euro l’anno una volta cancellata dalla lista , non si possa più riscrivere .

    Non lo trovo corretto allora bisogna essere solo esclusivamente disoccupati? e non avere nulla??ma se uno guadagna poco e vorrebbe fare altro? ALLUCINANTE!

Rispondi