Varese

Ufficio stranieri, a casa i precari che ci lavorano

Il presidio dei lavoratori

I tagli del governo mettono in seria difficoltà anche il lavoro degli uffici di Questura e Prefettura a Varese. O meglio: mettono in diffcoltà lo sportello stranieri. A causa di mancanza di risorse, saranno lasciati a casa, in tutta Italia, 650 lavoratori a tempo determinato del Ministero degli Interni. Lavoratori che da anni sono fondamentali nel fare funzionare la complessa macchina della sicurezza. Nel caso di Varese, sono 11 questi precari ai quali, alla fine dell’anno, scade un contratto che non verrà rinnovato, e di questi 11, sono 7 a prestare la loro opera in Questura e 4 in Prefettura. Di cosa si occupano tutti questi precari nella città giardino? Si occupano del rilascio e del rinnovo dei permessi di soggiorno agli stranieri e, più in particolare, dei ricongiungimenti famigliari.

Oggi questi lavoratori precari hanno dato vita ad un presidio tra Questura e Prefettura, con il sostegno dei sindacati della Funzione Pubblica Cgil Cisl e Uil. Adalberto Tarallo (Rsu Prefettura) così riassume la vicenda di questi lavoratori: “Non ci sono le risorse per stabilizzare questi lavoratori – dice il sindacalista – e dunque senza di loro, e con Questura e Prefettura in carenza di organico, le pratiche andranno a rilento, oltre al fatto che 11 famiglie si troveranno sulla strada”. Una delegazione di lavoratori è stata ricevuta dal Prefetto di Varese.

Una vicenda lunga, quella di questi precari dipendenti del ministero di Maroni. Entrati anni fa con le agenzie interinali, si sono visti di anno in anno rinnovare il loro contratto di lavoro. Anche se, come dice una di loro, Francesca, precaria della Questura, “in questa situazione, di arrivo alla fine dell’anno con problemi a vedersi rinnovare il contratto, ci siamo già trovati almeno 25 volte in sette anni”. Non sarà facile sostituirli, come racconta Francesca. “L’archivio della Questura è gestito da due persone. Se queste saranno lasciate a casa, sarà lungo e difficile, per qualcun altro, orientarsi in quel labirinto. Noi ci abbiamo messo anni per conoscerlo e resta ancora oggi un luogo complicato, ma fondamentale per tutte le forze dell’ordine”.

29 ottobre 2010
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