Varese

Salta in Consiglio odg pro-life. Ma si prepara la guerra

Odg pro-life alla prossima seduta del Consiglio

Rischia di trasformarsi in una guerra di religione la richiesta di cambiare lo Statuto comunale di Varese richiesto dai consiglieri del Pdl Aldo Colombo e Stefano Clerici. Ieri sera l’ordine del giorno dei due consiglieri, ex forzista il primo, ex An il secondo, che chiede a sindaco e giunta di inserire, dopo la frase in cui si ribadisce che il Comune tutela la persona, la frase “dal suo concepimento fino alla morte naturale”, non è stato discusso. Una provvidenziale sospensione della seduta ha evitato lo scontro, ma la difficoltà del problema era evidente fin dalle prime battute.

In aula era presente un gruppo di donne a sostegno dell’appello anti-documento, che peraltro vede in calce già 150 adesioni. In questo appello, che sul web ha preso il volo, si legge che le posizioni espresse nell’ordine del giorno sono “lesive del principio di autodeterminazione femminile”. Non solo: piove la pesante accusa di “integralismo” sull’ordine del giorno.

Prima dell’inizio del Consiglio si era tenuto un “conclave” del gruppo Pd in Sala Montoli, segno della preoccupazione e dell’attenzione dedicate ad un tema così delicato. Una riunione a porte chiuse per decidere l’atteggiamento da tenere. Al termine, la decisione di presentare pesanti emendamenti al documento Pdl, che nei fatti lo stravolgerebbero. E così presentarsi al voto in aula. Un atteggiamento diverso, quello annunciato dal consigliere Angelo Zappoli (gruppo La Sinistra), che rispetto al documento Colombo-Clerici osserva che alcuni elementi lo rendono “inammissibile”. Tra i contenuti che Zappoli guarda con sospetto, la scelta dei due promotori di proporre il “Progetto Gemma”, un’iniziativa legata al Movimento per la vita di Casini, tra quelli che  il Comune dovrebbe sponsorizzare.

Tra le file della maggioranza, Pdl, Lega e Udc, non sembra che ci siano posizioni comuni sul documento, ed è facile che l’anima cattolica e quella laica del centrodestra finiscano per spaccarsi al momento del voto. Alla prossima seduta sarà ancora inscritto il punto all’ordine del giorno. E allora saranno tamburi di guerra e tintinnare di spade.

29 ottobre 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi