Varese

Maroni premiato dopo Caponnetto e la Borsellino

Un libro sconcertante, “Cosa Nostra, storia della mafia per immagini”. I volti, il sangue, i cadaveri in strada, gli arresti,  il tutto catturato dagli obiettivi dei fotoreporter e riproposti con ampie didascalie. Un volume realizzato dal criminologo e docente Liuc Massimo Picozzi, introdotto dallo scrittore Carlo Lucarelli, e pubblicato da Mondadori-Electa. Parte del ricavato del volume sarà devoluta all’associazione “Vittime del dovere”. Un’opera presentata, domani sera, venerdì 29 ottobre, alle ore 21, a Villa Recalcati a Varese, in occasione della serata del Premio Chiara-Festival del Racconto consacrata al ministro degli Interni Roberto Maroni. Introduce e modera Antonio Marano, vicedirettore della Rai.

Domani sera, nella serata del Chiara, sarà conferito al ministro leghista, per l’impegno contro la mafia, il Premio “Giovanni Falcone-Paolo Borsellino” promosso dall’Istituto Giuridico di Ricerca Comparata di Pontremoli e dall’Università Carlo Cattaneo-Liuc. Un premio che in passato è andato ad alcuni tra i principali protagonisti della lotta contro la criminalità organizzata:  Antonino Caponnetto, Giancarlo Caselli, Rita Borsellino, Leoluca Orlando, Giuseppe Ayala.

Alcuni esponenti della lotta alla mafia sono presenti nelle pagine del volume di Picozzi, dove in particolare spiccano i ritratti di Falcone e Borsellino (nella foto). “L’impegno – dice Massimo Picozzi – è stato quello di restituire fatti e protagonisti attraverso le immagini, accompagnandole con didascalie narrative che non prevalessero sugli scatti nel loro valore di documento, nella loro capacità di trasmettere emozioni”. Nel libro sono presenti le figure di coloro che sono stati vittime della mafia, a testimonianza del costante impegno civile di magistrati, forze dell’ordine e privati cittadini. Come evidenzia Pietro Grasso nel suo contributo, “la cultura della legalità va oltre la semplice osservanza delle leggi e delle regole..è la forza dei deboli, delle vittime dei soprusi e delle violenze, dei ricatti del potere”.

28 ottobre 2010
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