Varese

Calano gli infortuni sul lavoro. Edilizia la pecora nera

Alfonso Speranza, direttore Inail di Varese

Infortuni sul lavoro, la battaglia a Varese continua e dà i suoi buoni frutti. Si assiste, in provincia di Varese, ad una riduzione del 13-14% tra 2008 e 2009. Una riduzione che riguarda anche i lavoratori stranieri, che sono interessati da un meno 15% sul fronte infortuni. Un fenomeno, dunque, che tende a ridursi, come dice Alfonso Speranza, direttore della sede Inail di Varese, e questo per ragioni diverse. Non sono poche le morti sul lavoro, 8 lo scorso anno, e di questi 4 morti in strada.

Occasione per ragionare sul problema degli infortuni e dei morti sul lavoro è il convegno “La salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro”, svoltosi questa mattina, al Salone Estense di Varese, a cura dell’Osservatorio Inail-Asl, che prendeva in esame l’arco temporale degli ultimi dieci anni e ha pensato di organizzare l’evento proprio nell’ambito della Settimana europea. Due le ragioni della riduzione degli incidenti sul lavoro, come dichiara Speranza. “C’è sicuramente la crisi economica che ha ridotto il lavoro e, dunque, anche gli incidenti. Ma c’è sicuramente l’azione di contrasto e di prevenzione portata avanti dai vari enti in maniera congiunta”. Il direttore Inail parla di “prevenzione a 360 gradi” e fa riferimento alle varie intese stipulate con diverse realtà, dall’ex Provveditorato agli studi fino all’Unione industriali di Varese. Senza dimenticare di linguaggi diversi, come il teatro, per quanto riguarda prevenzione e formazione. Sono stati proposti ai ragazzi delle scuole tre rappresentazioni teatrali sul tema della sicurezza.

Appare più prudente Pierluigi Zeli, direttore generale dell’Asl di Varese. “Siamo in una provincia molto sensibile a questi temi – dice Zeli -, capace di segnalarsi per iniziative molto avanzate. Ma il dato complessivo positivo della diminuzione non ci basta: dobbiamo capire quali settori sono i più colpiti, se in qualche settore gli infortuni sono aumentati, quali sono le principali criticità”.

Più problematico il fronte dei controlli sui luoghi di lavoro da parte dell’Asl. Come spiega Crescenzo Tiso, Servizio Igiene e Sicurezza sul Lavoro dell’Asl, lo scorso anno sono stati realizzati 800 sopralluoghi soltanto in edilizia, controlli che si sono conclusi, in un caso su due, con sanzioni. Una situazione, come spiega Tiso, che vede impegnati però una cinquantina di “controllori”. “Considerato che nella nostra provincia ci sono circa 50 mila imprese – dice Tiso – non si può pensare a controlli a tappeto. Dunque stabiliamo delle priorità, graduiamo il rischio. Perciò consideriamo l’edilizia un po’ la pecora nera del mercato del lavoro provinciale”.

28 ottobre 2010
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