Varese

Premio Chiara, Sini incanta un pubblico di under-30

Da sinistra, Carlo Sini e Fabio Minazzi

Cosa significa civiltà? Accompagnerà sempre la storia dell’uomo? La barbarie non prevarrà mai su di essa? Interrogativi che serpeggiavano, ieri sera, nella coltissima conversazione tenuta dal filosofo Carlo Sini. Lo studioso si è rivolto ad una gremita sala di Villa Recalcati che lo ha seguito in religioso silenzio. E ai tanti giovani presenti in sala ha raccontato una favola filosofica: il Timeo di Platone. Un dialogo tra il legislatore Solone e un sacerdote egiziano che attraversa miti e storie, dai dieci re di Atlantide agli dei dell’Olimpo, dall’Atene saggia e democratica alla misteriosa e umbratile Atlantide.

Si trattava di una lezione universitaria? No, il pubblico varesino ha partecipato ad un appuntamento proposta dal Premio Chiara-Festival del Racconto, che quest’anno si è spinto su territori ignoti e apparentemente distanti, ma che ha visto il suo coraggio premiato dal favore di un pubblico curioso ed attento, soprattutto composto da under-30.

Una lunga riflessione, quella di Sini, che è approdata ad una fotografia della nostra condizione attuale, dei problemi aperti, di ciò che è la nostra tradizione. Da ciò che dice Platone, ha detto il filosofo, “appare da una parte la Terra, con la democrazia, le buone leggi, la pace, e dall’altra parte, la tracotanza, la violenza, le torbide passioni. Ci sono due modi di vivere la civiltà umana e due modi di scrivere”.

La tradizione culturale occidentale, la nostra tradizione, poggia sulle basi poste dai Greci. “Avevano una scrittura dell’anima, nell’anima, la filosofia”, dice Sini. Una cultura che, però, oggi viene sottoposta a nuove sfide. A partire dal fatto che “sta cambiando la scrittura, e da quella alfabetica si sta passando a quella elettronica”. Un cambiamento che Sini non ritiene necessariamente negativa. “La scrittura elettronica trasfigura il nostro sapere, le anime stanno uscendo attraverso scritture inaudite”. Anche se per Sini non c’è ancora un pensiero all’altezza dei cambiamenti. “Insomma – ha concluso il filosofo – non è ancora nato il nostro Platone”.

27 ottobre 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi