Canton Ticino

Nella fredda Lugano il caldo Eros di Araki

Una geisha di Araki

L’Eros conturbante e misterioso del lontano Oriente ritorna come una sua ossessione, che a volte sfocia in situazioni al limite della pornografia. Ma senza dubbio Araki resta un maestro dell’obiettivo fotografico, certamente tra i più osannati in tutto il mondo, anche se su di lui, come su un artista come Cattelan, sempre il dubbio di quanto il mercato possa supportare e dare consistenza all’arte.

Dubbi a parte, con un vernissage piuttosto silenzioso, il Museo d’Arte di Lugano ha appena inaugurato la mostra “Araki. Love and Death”, una rassegna che resterà aperta fino al 20 febbraio 2011 presso gli spazi di Villa Malpensata. Accanto agli oltre 300 scatti di medio e grande formato sono presentate in mostra alcune migliaia di polaroid scattate dall’artista nel corso degli anni, e che in mostra formano un grande mosaico.

Nobuyoshi Araki è oggi uno degli artisti più noti e celebrati al mondo, come dimostra anche lo straordinario numero di pubblicazioni dedicate alla sua opera. L’esposizione di Lugano, una delle pochissime retrospettive dell’artista organizzate da un museo europeo, ne ripercorre la carriera documentando tutti i temi cui si associa il suo nome: oltre alle serie autobiografiche sono esposte le serie di paesaggi urbani, le foto di cieli, le immagini di fiori, di cibo e naturalmente i nudi femminili cui più che a ogni altro soggetto si lega la fama dell’artista. 

A rendere unica la mostra infine sono le serie di immagini portate a termine dal fotografo nelle settimane immediatamente precedenti la mostra ed esposte a Lugano in anteprima.

25 ottobre 2010
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