Varese

Carofiglio taglia il traguardo del Premio Chiara

Un momento delle interviste ai quattro finali alle Ville Ponti

Un testa a testa ha movimentato la finalissima del Premio Chiara, che si è tenuta alla Sala Napoleonica delle Ville Ponti di Varese. Il solido e popolare Gianrico Carofiglio si è giocato lo scrutinio finale in diretta con l’esordiente e sconosciuto Stefano Domenichini. Ma alle ultime schede lette dal notaio Bellorini sul palco, il magistrato e senatore Pd barese ha spiccato il volo, inafferrabile, vittorioso con 61 voti contro i 46 attribuiti all’outsider emiliano. “Sono contento come autore, ma come lettore avrei preferito vincesse Domenichini”, sono state le prime parole di Carofiglio proclamato vincitore, con un fairplay da brivido. E applausi del pubblico, compresi Ottavio e Rosita Missoni seduti nelle prime file.

Una vittoria giunta al termine di una manifestazione senza cadute di ritmo. A condurla, la fascinosa Claudia Donadoni, che ha chiamato sul palco il sindaco di Varese Fontana, l’assessore alla Cultura della Provincia Brianza, il direttore della Biblioteca Cantonale di Lugano Rigozzi. E poi la squadra del Premio Chiara, con gli artefici Bambi Lazzati e Romano Oldrini, e i giornalisti Mauro Gervasini, che ha ripercorso gli appuntamenti del premio, e Matteo Inzaghi, che ha evocato il racconto dell’industria, quest’anno dedicato all’Agusta Westland. Al termine di questa parentesi, è stato comunicato che la segnalazione degli Amici di Piero Chiara quest’anno ha riguardato il volume “Gente di lago” di Fulvio Fo, fratello del Premio Nobel.

Sono quindi partite le interviste ai quattro finalisti che, in un salottino crema stile Maurizio Costanzo Show, sono state condotte dall’esperto giornalista Gianni Spartà e dal saggio Romano Oldrini. Interviste partite con l’affanno: ad ogni domanda posta da Spartà, l’unica donna finalista, e moglie di Claudio Magris, Jole Zanetti, autrice di “Racconti sgradevoli” (Garzanti), dava risposte fredde e indisponenti. Un po’ di ghiaccio ed imbarazzo, subito superati dall’intervista a Giorgio Falco, autore de “L’ubicazione del bene” (Einaudi), ma ancora di più dal dialogo tra Spartà e Carofiglio, autore di “Non esiste saggezza” (Rizzoli). A dire il vero Carofiglio ha esordito raccontando una sua impressione provata ieri, “un flash”, per usare le sue parole, dopo essere tornato a Varese a distanza di diversi anni: “ho trovato tutto proprio come allora”. Una battuta che in molti si sono domandati, per qualche minuto, se fosse un elogio o una critica. Ma poi Carofiglio ha raccontato gli esordi come scrittore (“spiavo i lettori in treno e mi ero rassegnato al fatto che tutti leggessero Camilleri”) e ha preso decisamente le distanze dall’ossessione di occuparsi dei fatti di sangue (“sui fatti di Avetrana mi sono sempre rifiutato di prendere la parola”). Altrettanto divertente e piacevole l’intervista di Oldrini allo stralunato Domenichini, autore di “Acquaragia” (Perdisa), che è parso davvero l’ultimo esemplare autentico di quella gloriosa “linea emiliana” in narrativa che da Celati e Tondelli arriva fino a Cavazzoni e Brizzi (ma il coltissimo Oldrini ha segnalato anche Quenau come autore di riferimento della scrittura di Domenichini). “L’ironia e la passione di raccontare storie l’hanno sempre caratterizzata”, ha detto lo scrittore.

Al termine di una parentesi di musica classica, con un raffinatissimo Bach interpretato da un superbo Thomas Schrott, primo violino dell’Orchestra Internazionale d’Italia, che ha suonato un Nicola Amati del 1675, lo spoglio dei voti della giuria popolare ha visto attribuire 34 voti a Falco, 40 alla Zanetti, 46 a Domenichini e 61 a Carofiglio. Con foto finale che immortalava la sorridente Francesca Brianza, assessore leghista, premiare un senatore Pd. Con grande gioia mostrata dal consigliere regionale Tosi e dal giornalista Tettamanti. Ma anche queste piccole gioie quotidiane sono state presto sommerse dall’onda in piena dei lettori che esigevano la loro personale dedica e stretta di mano dagli autori, ribadendo – per fortuna – che a contare davvero, al Premio Chiara, sono proprio loro.

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24 ottobre 2010
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