Cinema

Vita allegra di Ballinari. Fantoni Minnella fa il bis

Ballinari nel suo ristorante

Da una vicenda corale come la marcia della pace per Gaza ad un ritratto individuale come questo dedicato a Ballinari. Si sviluppa secondo questa linea, mettendo a fuoco una “microstoria”, l’estro registico di Maurizio Fantoni Minnella, critico cinematografico e scrittore, oltre che direttore della Sala Urano del Miv. Dopo “Caos totale. La marcia perduta di Gaza”, primo documentario firmato da Fantoni Minnella, ora è la volta della pellicola “Chi ha rubato la Gioconda?  Vita allegra di Graziano Ballinari mutandologo”, un ritratto in presa diretta in cui è lo stesso protagonista che si racconta, parla di sè, della sua vita, delle sue originali collezioni, della vicenda della “vera” Gioconda di Leonardo. Il tutto dedicato, come si legge all’inizio, a “Tinto” (Brass).

Come già nel primo suo film, anche in questo, Fantoni Minnella riesce a realizzare un bel ritratto di una vita, ma anche di un ambiente. La videocamera si aggira nei luoghi dove Ballinari vive e lavora, evoca il suo interesse per un mondo contadino sempre più lontano e quasi trasformato in mito, segue il protagonista negli itinerari culinari e nella sua attenzione verso la fede popolare, lo fotografa nelle sue riflessioni politiche e sociali, offrendone un ritratto completo e, soprattutto, non retorico.

Ballinari è sì un personaggio locale, ma che nella lunga avventura della vita si è affacciato a ribalte nazionali, soprattutto in quanto “mutandologo” e “cessologo”. Ma il documentario di Fantoni Minnella ne rivela anche pieghe più nascoste, ne illumina aspetti sconosciuti, ne ribadisce passioni predominanti. Con immagini nitide e sempre in presa diretta, e con una bella colonna sonora legata a note di chitarra (selezionata dallo stesso regista) che potrebbe fare sembrare il protagonista un Don Chisciotte che, in una Spagna fantastica, combatte la sua giusta battaglia contro i mulini  a vento del conformismo e della banalità quotidiana. Un atto di resistenza che il documentario ha fotografato con simpatia e partecipazione.

20 ottobre 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi