Varese

Sul centro di via Pola, spaccata la giunta Fontana

Resta ancora nel mirino degli esponenti del Carroccio il centro per i rifugiati di via Pola. La casa, gestita dalla Caritas Ambrosiana, riceve, in base alla legge Bossi-Fini, un finanziamento dal governo di 289 mila euro l’anno. Ma è sempre stata un nervo scoperto per i lumbard, che non hanno mai mancato di esprimere la loro contrarietà alla casa che accoglie richiedenti asilo, e non stranieri clandestini.

All’ordine del giorno di questa mattina, la giunta doveva affrontare la richiesta di rifinanziare, per il 2011, la casa di via Pola. Proposta portata in giunta dall’assessore ai Servizi Sociali, l’Udc Gregorio Navarro, come sempre determinato a portare avanti una politica di accoglienza degli asilanti, sulla linea di ciò che accade in tutti i Paesi civili d’Europa. Ma a causa dell’assenza degli assessori ex forzisti (Tomassini e D’Aula) e dell’assessore Fli Giordano, impegnati per ragioni istituzionali, il voto si è bloccato sul 4 a 4, con il sindaco Fontana, i due assessori leghisti Binelli e Zagatto, e l’ex An Federiconi che hanno votato contro. Il primo cittadino, nel corso della riunione, aveva comunque lasciato alla libertà dei singoli assessori il voto.

A questo punto, il futuro della casa di via Pola a Varese è appeso ad un filo. Il punto all’ordine del giorno sarà ripresantato alla prossima riunione di giunta. L’assessore Navarro resta ottimista. “Credo che con la partecipazione di tutti, il punto possa essere approvato”. Oggi si è segnata l’ennesima brutta pagina sul tema stranieri e  accoglienza. E così Varese si è un po’ allontanata dall’Europa.

19 ottobre 2010
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