Economia

Edilizia in crisi. Sindacati rilanciano le opere pubbliche

Da sinistra, Massafra, Crespi e Nozza

Macché uscita dalla crisi, altro che segnali di distensione. Il comparto edile di Varese resta ancora oggi sotto lo scacco di una crisi pesantissima, che allarma sindacati e lavoratori. In vista del rinnovo del contratto provinciale dell’edilizia, i tre sindacati di categoria, unitariamente, al di là e oltre i contrasti tra sindacati che vanno in prima pagina, fanno il punto della situazione.   

“Abbiamo registrato una caduta verticale di occupati in questo settore – dice Flavio Nossa per la Fillea Cgil di Varese -, se è vero che da 10 mila addetti di 2 anni fa siamo ai 7500 di oggi. E continuiamo a non avere alcun segnale di ripresa a portata di mano”. Ma per i sindacati è possibile individuare qualche ricetta. “Innanzitutto è necessario investire sulla riqualificazione dei centri storici, un modo per rilanciare il settore senza consumare nuovo suolo”. E proprio da questo punto di vista, i sindacati si dichiarano favorevoli ad un allentamento del patto di stabilità verso i Comuni, in modo che quelli più virtuosi possano cantierizzare gli interventi necessari.

Un altro fronte che può portare ricadute positive per quanto riguarda l’occupazione nell’edilizia sono le grandi dotazioni infrastrutturali. “Quelle che una volta erano nel capitolo Malpensa – ironizza Nossa – e ora sono nel capitolo Expo”. Un forte appello dai sindacati perchè quelle opere presenti sul nostro territorio vengano finanziate e mandate avanti. “Ci accorgiamo putroppo – insiste Nossa – che alcune di queste opere, come l’Arcisate-Stabio e la Pedemontana vanno al rallentatore”.

Più interventi e, dunque, più occupazione, ma sempre all’interno di una cornice di regolarità. E’ questa la parola-chiave, come dice Terenzio Crespi per la Filca-Cisl. “Non possiamo permetterci di avere appalti pubblici che subiscono, per vincere le gare, ribassi del 55%. Perchè questo comporta sempre meno sicurezza e minore regolarità per la manodopera”. I sindacati chiedono una maggiore diffusione del DUR (documento unico di regolarità contributiva), e questo sia per quanto riguarda l’edilizia privata sia per quanto riguarda appalti e subappalti pubblici.

E’ dunque necessario, ha concluso Antonio Massafra per la Feneal Uil, rilanciare le posizioni unitarie maturate sul territorio per quanto riguarda l’edilizia, occasione preziosa per invertire la situazione di crisi dell’intero Paese. Tra queste, “particolare attenzione dobbiamo porre in questa fase di continua stretta creditizia ai fenomeni  di infilatrazione malavitosa che rischiano di drogare il mercato e di annichilire non solo i diritti dei lavoratori, ma l’intero sistema democratico”.

15 ottobre 2010
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