Varese

Alla rassegna “Un posto nel mondo” sventola il tricolore

Da sinistra Ampollini e Rossini

Anche a Varese, culla della Lega, si parla, finalmente e ancora, di Risorgimento e unità d’Italia. E lo si fa con un film, che certamente resterà un po’ indigesto a qualche lumbard di casa nostra. Si tratta della pellicola “Ma che storia…” di Gianfranco Pannone, che racconta 150 anni di storia, tra gioie e dolori. Un film proposto, alla presenza del regista, nella rassegna di cinema e documentazione sociale “Un posto nel mondo”, che dal 21 ottobre al 3 dicembre porterà pellicole, dibattiti, seminari in cinque sedi, Varese, Saronno, Laveno, Carnago ed Azzate. Ad organizzarlo, come ogni anno, Filmstudio ’90, lo storico cineclub varesino diretto da Giulio Rossini, che si appresta a festeggiare i suoi primi vent’anni di attività. A fare da corona a Filmstudio, un ricco cartellone di organizzazioni e associazioni che operano nel sociale, a partire dal Cesvov di Varese, che alla conferenza stampa di presentazione era rappresentato dal direttore Maurizio Ampollini.

Ma il Risorgimento non è che uno dei tanti temi che rendono il programma della rassegna varesina ricco e stimolante. Una rassegna che vede la luce in una fase di estrema scarsità di risorse pubbliche. Al punto che nel depliant che propone film e altre iniziative del festival varesino, si legga, ben riquadrata, la frase: “Per la realizzazione del progetto è stato richiesto un contributo alla Regione Lombardia”. Un avviso ai lettori inevitabile, dato che la Regione ancora non ha deciso se finanziare o meno la rassegna. Per quanto riguarda il Comune di Varese, come dice Rossini, ha offerto spazi gratuiti come la sala dell’ex Cinema Rivoli.

Nonostante difficoltà e problemi, “Un posto nel mondo” partirà ufficialmente giovedì 21 ottobre, al Cinema Nuovo di Varese, con “Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio”, di Isotta Toso. Tra le proposte cinematografiche più interessanti, “Pietro” di Daniele Gaglianone, già proposto a Locarno,  con l’attore protagonista Pietro Casella presente in sala (il 28 ottobre al Nuovo). Altrettanto interessante “Il tempo che ci rimane”, sul tema degli arabi palestinesi, pellicola presentata da un esponente del Comitato Palestina (il 15 novembre a Filmstudio).

Buon cinema, certo, ma anche questioni calde del dibattito politico. E’ il caso della pellicola “E’ stato morto un ragazzo” di Filippo Vendemmiati, dedicato al caso di Federico Aldrovandi, applaudito al Festival di Venezia (il 29 ottobre all’ex Rivoli). E’ il caso del film “Sia fatta la mia volontà”, documentario a più voci sui funerali laici e il testamento biologico. Presente in sala Mina Welby (il 9 novembre a Filmstudio).

Non mancheranno neppure quest’anno due workshop per addetti ai lavori e non solo: uno, “Tra documentario e fiction”, tenuto da Piergiorgio Gay, regista di “Niente paura” (il 20 novembre a Filmstudio) e uno tenuto dallo stesso Pannone “Documentare la realtà” (il 27 novembre a Filmstudio). Interessante anche il seminario ospitato al Cesvov: “Tra solidarietà e reciprocità: testimonianze e proposte di solidarietà possibile” (il 24 novembre). Non mancherà neppure qualche momento musicale, come il quartetto Gaia Cuatro che, il 14 novembre, al Nuovo di Varese, si esibirà con il mitico trombettista Paolo Fresu.

15 ottobre 2010
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