Somma Lombardo

Dighe Panperduto, via navigabile di 15 km

Il momento della firma del progetto di restauro della diga

E’ stata firmata oggi la convenzione per la messa in sicurezza e la valorizzazione ai fini turistici delle dighe del Panperduto, nel territorio di Somma Lombardo. Il progetto è stato sottoscritto dall’assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo, insieme agli assessori al Territorio e Urbanistica Daniele Belotti e all’Agricoltura Giulio De Capitani. L’intesa impegna anche il Comune di Somma Lombardo, la Provincia di Varese, il Consorzio Parco Lombardo della Valle del Ticino, il Consorzio di Bonifica Est-Ticino-Villoresi, la società Navigli Lombardi ed Enel Green Power.

Dopo la riattivazione della Conca della Miorina, con un impegno finanziario da parte di Regione Lombardia di oltre 3 milioni di euro (intervento che nella scorsa stagione turistica ha registrato la presenza di 21.000 persone, che hanno solcato le acque dei Navigli e del fiume Ticino), lo sforzo di Regione Lombardia continua sul recupero delle dighe che risalgono alla fine del XIX secolo e delle relative conche di navigazione. “La messa in sicurezza della diga – ha spiegato l’assessore Cattaneo – è il primo passo per realizzare il più ampio progetto di valorizzazione e riqualificazione ambientale dell’area e per creare le condizioni per lo sviluppo della navigazione. Il ripristino delle tre conche di navigazione connesse con le dighe consentirà di attivare da subito un percorso navigabile autonomo di 15 km lungo il sistema di navigazione turistica Locarno-Venezia che, con altri interventi minimi, potrebbe estendersi sino ad Arconate, arrivando così a 40 km e divenendo la via navigabile su canali artificiali più lunga in Lombardia”.

“La firma della convenzione per le dighe del Panperduto – ha commentato l’assessore De Capitani – è un passo importante verso Expo 2015. L’intervento consentirà infatti di tutelare la fauna ittica della zona e di garantire risorse idriche per il territorio circostante, che è interessato da una riscoperta delle attività del settore primario”.

“Sono molto soddisfatto di arrivare alla definizione di questa convenzione che vede coinvolti pubblico e privato nella riqualificazione del territorio – ha sottolineato l’assessore Belotti -. Attraverso il ripristino di questa opera di architettura idraulica storica, si potrà finalmente realizzare un progetto da sempre caro alla Lega come la Locarno-Venezia, che collegherà via acqua la Svizzera all’Adriatico. Del recupero delle dighe beneficerà il turismo attraverso la realizzazione di piste ciclabili e di un ostello per i visitatori, ma anche l’appuntamento dell’Expo. Dopo che per decenni  questa via ha portato acqua al territorio dell’Alto Milanese attraverso il canale Villoresi, infatti nel 2015 verrà utilizzata per portare acqua al comparto di Expo. Un plauso va dunque al Consorzio Est Ticino Villoresi per avere avuto la grande capacità di coordinamento degli attori in gioco”.

L’investimento è di 21,6 milioni di euro ed è così ripartito: 10 milioni e 550 mila euro (3 da Regione Lombardia, 1 milione e 550 mila euro da Navigli Lombardi e 6 milioni da Enel Green Power) per la messa in sicurezza delle dighe e le opere collegate (compresa l’area delle conche di navigazione), 6 milioni per il ripristino della navigabilità primaria connessa alle dighe lungo la via d’acqua Locarno-Milano-Venezia, 3 milioni e 550 mila euro per il recupero delle strutture architettoniche e la valorizzazione ambientale e 1 milione e 500 mila euro per gli interventi di riqualificazione legati alla fauna ittica. Il progetto prevede anche la realizzazione di un percorso ciclopedonale attrezzato, un Museo delle acque italo-svizzere e un ostello-centro servizi.

L’attuale casello idraulico sarà trasformato in parte in ostello con 20 posti letto, servizio di ristoro e di assistenza per il turismo nautico e ciclistico.

I due chilometri del bacino di Panperduto saranno percorribili con una nave storica. Un percorso didattico, via acqua e via terra, permetterà di capire il funzionamento del nodo idraulico e del Bacino idrografico italo-svizzero del Ticino Al centro del bacino, verrà ristrutturato un vecchio edificio come sede del “Museo”.

13 ottobre 2010
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