Varese

Anche il Pd all’attacco del nuovo teatro di Varese

La Caserma Garibaldi in piazza Repubblica

Nuovo intervento a caldo sul nuovo teatro annunciato, questa mattina, dal sindaco di Varese, Fontana. Lo firma il consigliere comunale del Pd, Fabrizio Mirabelli. Che sottolinea l’importanza del teatro nella storia varesina.

“L’attuale amministrazione di centrodestra – dice Mirabelli – ha, in verità, più volte promesso una soluzione nella direzione da tutti auspicata. Per questo motivo, a suo tempo, ha acquistato dal Demanio militare l’ex caserma Garibaldi, che versa in una situazione di grave degrado, per una spesa di circa 2,8 milioni di euro. E nel 2009, è nata l’associazione “Teatro stabile d’Insubria” in cui dovrebbero confluire tutti quei soggetti, istituzioni e privati, interessati ad un progetto di produzione teatrale del nostro territorio”. A un certo punto, si è prospettato perfino l’interessamento di Cariparma, istituto controllato per il 75% dal Credit Agricole, seconda banca europea, a giocare un ruolo di primo piano in questa importante partita.

Dal Pd viene un auspicio positivo: “Ci fa piacere apprendere che il Comune starebbe per indire un bando di gara pubblica per la realizzazione, ad opera di privati, di un teatro stabile finalmente degno del capoluogo di provincia. E sarebbe un bel segnale se, per definire i termini del bando di gara, si facessero alcune assemblee pubbliche coinvolgendo tutte le associazioni culturali varesine”.

Tuttavia, anche il Pd non nasconde dubbi e perplessità: “il dubbio che possa trattarsi, purtroppo, dell’ennesimo annuncio vuoto, funzionale all’inizio della campagna elettorale per le elezioni amministrative”.

Tre le domande formulate da Mirabelli: “Considerato che è in fase di redazione il PGT, quale futuro si prevede per il comparto di piazza Repubblica che andrebbe interamente riqualificato? Dato che, a quanto ci risulta, i muri perimetrali dell’ex caserma Garibaldi non possono essere abbattuti, in quanto l’intero immobile è ancora considerato, a torto o a ragione, dalla Sovrintendenza alle Belle Arti, come un tipico esempio di architettura militare del Settecento, come si pensa di aggirare questo vincolo assai stringente? Cosa verrà realizzato nell’area in cui sorge attualmente il teatro Apollonio?”.

Il rischio è che una delusione possa nascondersi dietro l’annuncio. “Saremmo profondamente delusi, così come migliaia di varesini – conclude Mirabelli -, se anche il teatro stabile andasse ad arricchire il lungo campionario di occasioni perse come, in passato, è già successo, ad esempio, per l’ELSI di Rita Levi Montalcini o l’Accademia di Belle Arti di San Fermo”.

12 ottobre 2010
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