Politica

“L’Infedele” rilancia la selezione degli immigrati del Pd

Rilanciata dalla trasmissione “L’Infedele” di Gad Lerner su “La 7” l’imbarazzante questione dell’immigrazione a punti fatta propria dal Pd all’Assemblea nazionale che si è tenuta a Malpensafiere a Busto Arsizio. Una questione riaffiorata alla trasmissione dedicata alla progressiva metamorfosi del Carroccio verso un partito sempre più invischiato in fenomeni di spartizione e lottizzazione dal titolo “Lega: l’appetito vien mangiando”.

Un argomento che ha creato un certo imbarazzo e che in trasmissione è rispuntata di fronte ad un onorevole Marantelli, presente in studio, visibilmente imbarazzato. Marantelli era stato presentato all’inizio della trasmissione come “ufficiale di collegamento tra Pd e Bossi”. Marantelli ha detto: “Con Varese il Pd ha cambiato passo, non saremo gregari di nessuno”.

Come sono andate le cose a Malpensafiere si legge  sul sito web dell’Assemblea nazionale del Pd, nel capitolo dedicato alla Commissione Politiche d’immigrazione (alla quale hanno partecipato 105 persone e ha ascoltato gli interventi di 22 persone). Sono pervenuti alla commissione tre documenti. Uno di essi (Touadi e altri) è stato illustrato dall’onorevole Alesandro Maran, vicepresidente Pd alla Camera. I documenti presentati sottolineano la necessità di prendere in carico le paure degli italiani, di selezionare l’immigrazione secondo criteri di qualità, introducendo anche in Italia il sistema della selezione a punti. Quest’ultimo era un criterio introdotto dal documento dei veltroniani.

L’Assemblea nazionale del Pd ha approvato all’unanimità, per alzata di mano, il documento sull’immigrazione che propone una selezione nell’ingresso degli stranieri. Il documento è stato illustrato all’assemblea da Marco Paciotti, il quale ha riferito del lavoro svolto dalla commissione, alla quale era stato presentato il documento dei veltroniani che proponeva il meccanismo dell’ingresso a punti. Paciotti ha proposto che esso venisse accolto come «emendamento» al documento base redatto da Livia Turco, che parlava di «meccanismi di selezione» per l’ingresso degli stranieri, rimandando alla successiva discussione la scelta fra quote e criterio dei punti. La presidente dell’assemblea, Rosi Bindi, ha messo ai voti il documento, approvato da tutti i presenti.

11 ottobre 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA

2 commenti a ““L’Infedele” rilancia la selezione degli immigrati del Pd

  1. roberto il 12 ottobre 2010, ore 10:14

    Il tema è cruciale per il PD e la discussione è necessaria.
    Non serve ricorrere alle etichette (veltroniani ecc.): così nessuno discute nel merito.
    A mio parere uno sforzo si può anche fare, non è una questione di ideologia ma di politica.
    E la domanda è: vogliamo farci carico dei problemi fino in fondo oppure diciamo che certe cose sono ingovernabili?
    Ricordo a me stesso che con la semplice constatazione che “l’immigrazione è un fatto epocale” e che “la gente è libera di muoversi perchè ha le gambe e non le radici come le piante” non facciamo molta strada oltre i nostri elettori tradizionali (1 su 5) e agli altri che gli diciamo?.
    Io credo che noi del PD siamo efficaci quando diciamo che noi abbiamo governato i flussi meglio della Lega (cifre alla mano), con più regolari e meno clandestini, con più stabilizzati e meno stagionali. Aggiungere a questo un pezzo in più di programmazione che riguarda /quali/ oltre che /quanti/ immigrati non lo trovo impossibile nè scandaloso.
    Non facciamoci impressionare dalle formule /a punti/: per esempio chi insegna sa bene che gestire la valutazione è difficile, ma non farla affatto è una finta equità: la selezione avviene avviene anche in natura, come ci ha insegnato il vecchio Charles Darwin

    Roberto C.

  2. umberto il 12 ottobre 2010, ore 10:42

    Ho visto la trasmissione. Non capisco perchè dite che Marantelli era visibilmente imbarazzato. Il documento in questione, come da voi giustamente sottolineato, è stato approvato all’unanimità dall’assemblea del PD. Pertanto non è un documento dei veltroniani ma di tutto il PD. Per capirci bene ciò significa che non è stato sottoscritto solo da Marantelli ma anche da Rossi, Adamoli, Tosi, Alfieri. Personalmente lo condivido in toto.

Rispondi