Arte

Sara Bodini: “il mio era un papà molto speciale”

Foto alla Galleria Ghiggini, con Emilio a destra

E’ minuta e spiritosa, capace di portarsi sulle spalle un bel nome dell’arte contemporanea. Sara Bodini, 26 anni, frequenta la laurea specialistica di Filosofia all’Università Statale di Milano. E’ la seconda figlia di Floriano Bodini, l’artista al quale è stato dedicato, quest’anno, l’omaggio del Premio Chiara-Festival del Racconto, la rassegna che all’amico di monsignor Pasquale Macchi e di Gianbattista Montini, ha dedicato anche un raffinato “Taccuino d’arte”, a cura di Enrico Crispolti.

Sara sta provando a disegnare una colomba nel workshop dedicato a Bodini in corso oggi alla Galleria Ghiggini, unico evento varesino della Giornata del Contemporaneo. Perché diventare filosofa e non artista? “Sono due interessi che corrono paralleli nella mia vita, anche se per ora mi dedico di più alla Filosofia teoretica. Peccato che dall’università se ne sia andato Carlo Sini, il filosofo che amavo sopra ogni altro”.  Sara Bodini conserva molti ricordi del suo specialissimo papà. “Litigavamo spesso in maniera meravigliosa – racconta Sara -, lui era un personaggio dal carattere molto forte. E di sé, della sua vita, raccontava di quando era giovane, frequentava Brera, aveva tanti amici artisti come lui”.  Per la figlia di Bodini, è stata una bella esperienza collaborare alla mostra del Premio Chiara. “Con mia sorella maggiore Paola e nostra madre Carolina, siamo impegnate a rimettere ordine nell’archivio di papà. Il Chiara è stata un’occasione per riscoprire disegni dimenticati, qualche bella immagine fotografica. Mi è piaciuto molto collaborare con Bambi Lazzati ed Emilio Ghiggini”.

Un’iniziativa utile, secondo Sara. “E’ utile organizzare iniziative per tenere viva la memoria di un artista, e questa, dal 2005, è la cosa più interessante”. Non dimentica, la figlia di Bodini, la forte amicizia delk padre con i varesini, a partire da monsignor Pasquale Macchi. “Un rapporto molto intenso, un’amicizia forte. Anche se con personalità diverse: ricordo che mio padre raccontava che, forse deludendo l’amico, si rifiutò di partecipare ad un viaggio in Terra Santa. Non si sentiva uomo di fede al punto di affrontare una simile esperienza. E quindi, nonostante Macchi ci tenesse tanto, disse di no”.

Sara ama, del padre, “le prime opere, quelle più sofferte”. Ma apprezza questa mostra, che propone di dare di Bodini un’immagine ampia e diversificata. Alla mostra si è affiancato questo laboratorio, che oggi ha visto la presenza di artisti come Giorgio Vicentini, Silvio Monti, Giovanni La Rosa, Luca Lischetti, Vittore Frattini, Sandra Tenconi.

9 ottobre 2010 Andrea Giacometti direttore@varesereport.it
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