Busto Arsizio

Bersani a Malpensafiere: “Varese è una svolta”

Una chiusura molto varesina, quella del segretario nazionale del Pd, Pierluigi Bersani, che è intervenuto a Malpensafiere al termine dell’Assemblea nazionale del Partito democratico. “Perché siamo venuti a Varese? Perché abbiamo voluto stare vicino ai cittadini che lavorano. Il progetto per l’Italia, con lavoro e legalità come punti attorno a cui organizzare tutto, l’innovazione e il cambiamento”. Ancora più esplicito Bersani ha detto: “Viviamo Varese come una svolta. C’è un punto clou, il rapporto con i produttori ed i lavoratori. Sono due grandi messaggi: alleggeriamo il lavoro e l’impresa, la famiglia con figli che ha difficoltà, non lasciamoli a Bossi che fa solo promesse”.

Il segretario nazionale Bersani ha ringraziato il Pd varesino e quello lombardo, indicando nel Nord la vera stella polare dell’azione del suo partito. “Il nord è stato rappresentato al governo ma il nord è tradito e l’Italia è tradita. Promettevano di liberare le energie del nord per liberare il paese, è un obiettivo fallito: tasse alte, niente infrastrutture né semplificazione della burocrazia! E’ stato un danno per l’Italia, è venuto meno il traino vero che ci può tenere agganciati all’Europa”.

Poi Bersani analizza, nella Varese culla della Lega, il partito di Bossi, dalle sue origini ai più recenti sviluppi. “I leghisti nacquero moralizzatori e autonomisti, prendendo voti a sinistra. Un partito popolare radicato e democratico che ci disturbò, poi ha virato sul populismo secondo un’onda presente in Europa, a partire dal tema dell’immigrazione. Anche nella loro comunicazione politica di simboli e miracoli deviando l’attenzione dai problemi irrisolti. C’è sempre una moschea da discutere, un inno di Mameli da discreditare”.

Conclude Bersani: “Dobbiamo superare le difficoltà di comunicazione ma le uniche cose per il nord, infrastrutture riduzione del cuneo fiscale, le abbiamo fatte noi. Ma non siamo riusciti a far vedere che vogliamo bene alla piccola impresa che lavora, agli artigiani e ai professionisti onesti. Quando diciamo lavoro parliamo anche di noi, certo poi servono regole per difender ei più deboli e la concorrenza. E’ un universo contrapposto alla Lega, a chi campa fuori da lavoro e regole”. A novembre ci saranno tre weekend di mobilitazione: “Credo che sarà un’occasione formidabile per farci vedere sui problemi, ognuno ci metta la sua fantasia a livello locale, concretamente. E lì cercheremo di far valere le nostre ide, produrre idee e progetti per allearsi con l’Italia”.

9 ottobre 2010
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