Andrea Fazioli, il giallista che viene da Lugano

Da destra, Andrea Fazioli e Piero Vaghi

Con la faccia da bravo ragazzo e l’aria un po’ impacciata, arriva con qualche minuto di ritardo in una Libreria del Corso affollata. Andrea Fazioli si trova a Varese per presentare il suo ultimo libro, “La sparizione”, pubblicato dalla Guanda, dopo i precedenti successi, “L’uomo senza casa” e “Come rapinare una banca svizzera”. Quando arriva, bypassa a fatica richieste di dediche e strette di mano, e si mette accanto al giornalista Pietro Vagli, esperto di cose ticinesi, per iniziare l’incontro. Una presentazione come le altre, a contatto di gomito con i tanti fans del genere thriller e dei suoi libri in  particolare.

Naturalmente il primo che si presenta nel discorso del giovane scrittore ticinese, che ha conosciuto il primo successo a vent’anni partecipando con un racconto al Premio Chiara, come ricorda con affetto, è il protagonista dei romanzi di Fazioli: il poliziotto privato Elia Contini, grande segugio e buona forchetta. Un protagonista che getta un’ombra sul giallista. “All’inizio non ci somigliavamo per nulla – dice Fazioli -, e poi pian piano siamo diventati sempre più simili. Una pericolosa deriva”. E ora? “Ora, dato che siamo stati insieme per quattro romanzi, dobbiamo prenderci una sosta, come accade alle coppie in crisi”.

Un giovane scrittore di successo che cerca di capire quali sono le sue radici. “Chi siamo noi ticinesi? Sono un autore svizzero-italiano, provengo da una Svizzera che, al di sotto di Varese, resta piuttosto sconosciuta. Le mie storie che si svolgono in Ticino, da fuori vengono quasi considerate esotiche. Mi trovo in una posizione intermedia – continua Fazioli -, considerato un meridionale dagli svizzeri del Nord e guardato dal Sud come freddo e impassibile. Comunque il mio mercato di riferimento resta quello italiano”.

Quanto poi al genere praticato da Fazioli, il thriller, dallo scrittore viene considerato un genere principe. “La letteratura è sempre suspence, attesa, in generale. E comunque, come diceva uno scrittore britannico, Collins, indicando le regole di un romanzo di successo, si deve fare piangere i propri lettori, farli ridere, farli aspettare”. Piccole regole per un grande successo. Teniamole a mente.

9 ottobre 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi