Varese

Sportello anti-stalking, per Zappoli da cancellare

Lo scorso marzo, in campagna elettorale, uscì la notizia della costituzione di uno sportello antistalking promosso dall’assessore varesino D’Aula e dall’allora assessore provinciale Azzi. La notizia suscitò polemiche per il convolgimento di un soggetto, l’Associazione Italiana Psicologia e Criminologia di Roma, estraneo alle esperienze già in atto sul territorio e per le modalità, appunto elettorali, dell’iniziativa. Dichiara Angelo Zappoli, presidente del gruppo consiliare “La Sinistra”: “Nell’esprimere la mia opposizione, non per lo scopo, ovviamente, ma per le modalità, evidenziai come dalla delibera di Giunta provinciale risultasse che la scelta di AIPC nasceva da una ricerca di mercato….mentre in quella della Giunta di Varese si scriveva che AIPC aveva comprovata ed unica esperienza in questo campo. Sottolineai anche come, da una breve visita al sito internet di AIPC, emergesse di tutto dal punto di vista non del volontariato, ma del commerciale. Vi erano poi altre incongruità: nel testo di “accordo” si parlava di garantire sede, arredi, utenze, strumentazioni multimediali, assicurazione per responsabilità civile e della corresponsione di 9mila euro dalla Provincia e di 5’900 dal Comune, alla conferenza stampa parteciparono associazioni come il circolo “verticalmente donna” (?), ma non furono coinvolte le associazioni che operano sul territorio e nemmeno, e questo é grave, l’assessorato alle pari opportunità o quello ai servizi sociali del nostro comune”.

“Ribadisco oggi la mia opinione, che so condivisa anche da esponenti della Giunta di Varese, che questa iniziativa sia stata una “marchetta elettorale” che la Giunta ha subito – continua Zappoli -. Portai la mia contestazione anche in Commissione consiliare, esponendo la documentazione da me reperita: l’assessore D’Aula sostenne che ci si era mossi su impulso dei ministri Alfano e Carfagna, che l’accordo era stato sottoscritto su mandato della Giunta e che si era già svolto un seminario. La Commissione si chiuse demandando al Segretario generale gli approfondimenti necessari”.

“Nel silenzio che seguì, contestai nuovamente per iscritto: il contributo spese, senza che chiarire quali fossero, la mancanza delle determinazioni dirigenziali a supporto della firma del contratto e per l’impegno di spesa, la mancanza delle ragioni per scelta a favore di AIPC visto che altre regioni e/o comuni avevano scelto altri soggetti – ribadisce Zappoli -, dal che mi sono formato la convinzione che fosse non vero che non vi erano altri soggetti potenziali, la forma del contratto e quindi una serie di violazioni della normativa in capo agli enti locali ed  infine il ricatto sui “volontari”: risulta agli atti infatti che se gli eventuali volontari che aderissero all’iniziativa si ritirassero dovrebbero pagare danni alla AIPC ! Un ricatto recepito in un contratto che coinvolge il Comune di Varese ! Un’altro elemento completamente da contestare é che nel “contratto” firmato il 23 marzo si dice che i “volontari” devono essere selezionati da Comune e Provincia, mentre esiste una lettera del 4 maggio, in cui D’Aula e Azzi scrivono agli ordini degli avvocati  e degli psicologi per sollecitare l’adesione di “volontari” che saranno selezionati dall’osservatorio nazionale stalking di Roma. L’ennensimo passo falso”.

“Dopo questo mio atto si sono svolti incontri ed ho ricevuto risposta scritta – spiega il consigliere comunale de La Sinoistra -, da cui emerge che alcune mie censure sono fondate  e quindi che si rende necessaria una nuova delibera di giunta, ma nel lasso di tempo che intercorre fra la mia lettera e la risposta, si tenta di procedere per assumere la spesa. Alla fine, il 27 settembre, di fronte a tanto marasma, la Giunta di Varese tenta di rimediare con una nuova delibera, ma il risultato é arduo visti i troppi errori fatti da D’Aula, che si é dimostrato strumento di interessi elettorali di partito e si é comportato non come assessore del Comune di Varese, ma come strumento in mani altrui, ha dimostrato la non conoscenza delle regole che presiedono alle iniziative di un ente locale ed é politicamente responsabile di tutti gli errori successivi”. 

“Per questo – concliude Zappoli – il sindaco dovrebbe assumere l’iniziativa di revocare il tutto, magari per avviare un progetto serio su questa materia, mentre io sfido D’Aula, a prescindere dalle formalità regolamentari, da lui ampiamente disattese, a portare il tutto in Consiglio Comunale chiedendo un voto segreto sulla sua iniziativa. Non voglio sostenere che  sussistano altri interessi economici oltre a quelli dell’AIPC, ma se ve ne fossero si tratterebbe di interessi di cui il Comune di Varese non può essere strumento.  Non é questione di cifre (5’900 euro), ma di dignità e moralita delle istituzioni: su questo precedente chiunque, facendo valere il suo relativo peso di corrente, potrebbe finanziare qualunque operazione”.

8 ottobre 2010
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