Varese

A Varese Al-Masri, voce araba laica e democratica

Da sinistra, Xania Luce, Chiara Bazzocchi e Jane Bowie

Una lunghissima giornata, quella trascorsa a Varese dalla poetessa siriana Maram Al-Masri. Giunta nella città giardino in mattinata, l’affascinante scrittrice che da 28 anni vive a Parigi, una delle voci laiche e democratiche della poesia araba, ha preso alloggio al Palace per un breve momento di riposo, e poi si è buttata nel pomeriggio varesino, giungendo, per l’aperitivo, al bar Veratti. La poetessa è giunta a Varese per inaugurare il ciclo “Poesia in città”, un’iniziativa organizzata al Teatrino Santuccio da un gruppo di poeti guidato da Rita Clivio e Marcello Castellano, e sostenuta dall’associazione culturale “Il Vellone”.

Pur con una partecipazione di pubblico contenuta, la serata al Santuccio ha riservato ai partecipanti una poesia semplice, ma dall’ordito culturale sofisticato e ricchissimo. La Masri si è seduta al centro del palco come una vera regina, raffinata e dalla voce dolcissima. Ha letto i suoi versi in arabo, parole che cadevano sulla platea con grazia, evocando scenari lontani ed esotici, radici profonde in una cultura dal sapore secolare. I versi della Masri venivano riproposti  in traduzione italiana da tre poetesse: Jane Bowie, Chiara Bazzocchi, e una giovanissima Xania Luce, che ha dimostrato di sentire profondamente i versi della poetessa, un’autrice che Xania aveva già letto in occasione del fortunato “Reci-Talk” organizzato l’anno scorso sempre dalla Clivio.

A lettura terminata, la Masri, seduta in maniera indolente su un tappeto, ha dialogato con il poeta, traduttore e amico Fabio Scotto, che è riuscito a individuare il cuore della poesia della siriana: “una poesia caratterizzata da una forte dimensione privata, che travalica la complessità del linguaggio per raggiungere subito l’essenza delle cose”. La Masri si è raccontata: una madre libera ed emancipata, un allontanamento dal Paese d’origine per ragioni private, un esilio sentito come condizione umana e culturale.

La poetessa ha espresso preoccupazione per la politica di espulsione  dei rom attuata dal presidente francese Sarkozy. Come ha dichiarato la sua avversione per l’integralismo religioso. Un Adonis al femminile, insomma, che parla al cuore, ma che non dimentica i destini della polis. Come conferma la sua presenza, domani sera, a Lonate Pozzolo, alla serata organizzata dal comitato di Via Gaggio contro la terza pista di Malpensa.

3 ottobre 2010
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