Varese

La “Commedia” dell’Anaconda vince e convince

I due protagonisti, Dante e Virgilio

Nell’applauso finale, fragoroso, lunghissimo, si libera tutta l’emozione accumulata nel corso dello spettacolo. Il Teatro Apollonio di Varese, affollato fino alle file più alte, tributa un’ovazione allo spettacolo “La Divina Commedia” messo in scena dalla Cooperativa sociale Anaconda di Varese, insieme alla Cooperativa Cura e Riabilitazione di Milano-Vanzago e alla Cooperativa Solidarietà e Servizi di Busto Arsizio. Uno spettacolo sconcertante, popolare e raffinato insieme, ricco di sfumature, capace di trasmettere emozioni e di commuovere. Sul palco si muovono 37 attori e di questi 25 sono disabili, più educatori ed amici, in tutto una cinquantina di persone che dà vita ad una Commedia dantesca. Talmente bella e convincente che questo spettacolo si meriterebbe uno dei Premi Ubu 2010.

A catalizzare tante energie e tanto lavoro, la tenace e sensibile Luisa Oneto, che quest’anno si segnala per una maturità artistica che continua a dare prove di valore indiscutibile. La Oneto, che con l’Anaconda lavora da 15 anni, dello spettacolo dantesco ha curato la regia, compiendo un vero miracolo nel valorizzare al massimo lo sconfinato talento e quel pizzico di vanità che i giovani interpreti dimostrano di possedere. Quale il segreto della riuscita dello spettacolo? Il fatto che le tre Cantiche dantesche vengono riproposte con la forza dell’immediatezza e la sensibilità dell’epoca in cui furono scritte. Queste Cantiche saltano di netto letture e interpretazioni romantiche, ignorano le paralizzanti ossessioni contemporanee, e delle nevrosi post-moderne fanno epoché.  “Sola scriptura”, si potrebbe dire di questo spettacolo dantesco, che ricerca il senso spingendosi in secoli lontani, ormai impenetrabili, secoli di fede genuina, semplice, forte. Una fede che i giovani attori trasmettono con assoluta naturalezza. Gesti essenziali, recitazione realistica, sguardi che non si spingono mai verso la platea, ma si fermano entro i confini della scena.

Una grande sfida, quella affrontata dalla cooperativa varesina presieduta da Sergio Segato, che ha introdotto la serata con poche parole che hanno ricordato la celebrazione dei 30 anni di vita della realtà non profit. E un salto di qualità significativo, dal precedente spettacolo “Le Avventure di Giamburrasca” alla fonte stesse della nostra cultura nazionale. Eppure la Oneto ce l’ha fatta: Dante, Virgilio, Beatrice, dannati e beati, demoni e santi, si muovono sul palco con un ritmo incessante, che impedisce qualsiasi caduta di tensione, e fa di questo uno spettacolo molto più bello di tante messe in scena che riempiono i cartelloni di tanti teatri.

Questo spettacolo si avvale anche, non si può dimenticare, della voce di Silvio Scarpolini, tenore alla Scala. E già si prepara a sostenere una piccola turné: l’8 novembre lo spettacoilo sarà a Busto, il 14 gennaio a Novara, oltre alla replica al Teatro Apollonio di Varese, domani sera, sabato 2 ottobre, sempre alle ore 21. Quando questi giovani interpreti riceveranno altri applausi, che hanno mostrato di gradire più di ogni altra cosa.

FOTOGALLERY

2 ottobre 2010 - Andrea Giacometti - direttore@varesereport.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi