Varese

A Varese suona la sveglia il Pd delle primarie

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera giunta alla nostra redazione, un interessante contributo al confronto politico in vista delle prossime elezioni amministrative.

Egr. Direttore,

la città di Varese appare impreparata di fronte all’avvicinarsi della scadenza elettorale del 2011, che la chiamerà al rinnovo del Consiglio comunale ed alla elezione del Sindaco: il rischio, se non si riesce a risvegliarne l’attenzione, è che i cittadini di Varese scelgano per inerzia, per abitudine.

Questa situazione favorisce il centrodestra, depositario di un solido bacino di voti e di una rete di legami (e di interessi) facente capo alla Lega da una parte e al PdL dall’altra. È difficile che da questa parte dello schieramento politico arrivino segnali di novità, specie con la crisi in corso a livello nazionale.

Spetta dunque al Partito Democratico, lo diciamo da militanti ma soprattutto da cittadini, dare vita e voce ad un dibattito che coinvolga tutti per definire insieme una nuova idea di città. Perché noi vogliamo una città aperta, inclusiva ed innovativa. Vogliamo una città in grado di coinvolgere tutte le energie che la compongono.

Noi vogliamo una città in cui nessuno si senta estraneo. Vogliamo una città in cui ciascuno abbia spazio in base a ciò che è capace di fare, non per le sue origini o le sue amicizie.

Noi vogliamo una città che lanci lo sguardo aldilà dei propri confini e che sia capace di andare oltre gli interessi dei gruppi di potere che l’hanno governata negli ultimi 18 anni, più attenti alle licenze edilizie che ai bisogni dei cittadini.

Noi vogliamo che il PD si presenti come un’alternativa di governo concreta e possibile, che garantisca una svolta rispetto alle amministrazioni inconcludenti e dannose gestite da Lega e PdL. Perché noi vogliamo che chi governa la città rimetta al centro dell’attenzione e del proprio lavoro le persone che nella città ci vivono.

Noi chiediamo che il PD proponga agli elettori di sottoscrivere un patto PER UNA NUOVA CITTADINANZA, secondo criteri non più guidati da ideologie o da logiche di appartenenza, ma orientati al benessere di tutti i cittadini ed alla cura dei luoghi in cui vivono, siano essi materiali (territorio, trasporti, ambiente) oppure immateriali (istruzione, cultura, welfare).

Noi chiediamo che il PD si faccia promotore di un confronto, aperto e trasparente, con tutti coloro credono in questa nuova sfida, moderna e contemporanea. Perché vogliamo che vengano coinvolte le associazioni e i movimenti, l’imprenditoria e le professioni, la scuola e l’università. Vogliamo che il PD si apra alla società civile e ne ascolti istanze e proposte.

Noi chiediamo che il PD sostenga le primarie come strumento per la scelta del candidato Sindaco, fissando subito una data per svolgerle e definendo un percorso aperto a fare emergere le figure più rappresentative, senza accontentarsi di individuare la persona adatta a “perdere bene”. Perché non vogliamo che si ripetano gli errori del passato e perché non vogliamo rassegnarci alla sconfitta.

Noi chiediamo che il PD provi a cambiare il linguaggio della politica e generi un fermento capace di trasformarne i contenuti, i metodi ed i linguaggi così come definiti dalla comune logica delle appartenenze, il limite che oggi genera l’autoreferenzialità della politica e la lontananza dalla città e dalle persone che la abitano e la vivono.

Noi vogliamo un Partito Democratico che sia capace di stupirci e diventi il motore dell’innovazione, che sia riconosciuto come il motore del cambiamento. Perché vogliamo che il PD sia capace di rappresentare insieme ai cittadini di Varese una visione di città proiettata verso il futuro, in alternativa all’idea di società chiusa ed egoista che la Lega vuole imporci.

Noi chiediamo che Il PD si affidi ai circoli e ne faccia il proprio strumento di dialogo con il territorio, che inizi a premiare il merito e la competenza di chi si mette a disposizione dell’interesse pubblico, che smetta di sentirsi culturalmente subalterno alla Lega.

Se il PD sarà  capace di fare tutto ciò, sarà molto più facile proporsi come alternativa forte e credibile per il governo di una città, anche a Varese.

Natalino Bianchi

Andrea Civati

Simone De Clementi

Alberto Francese

Gianni Macchi

Mauro Sarzi Amadè

23 settembre 2010
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Un commento a “A Varese suona la sveglia il Pd delle primarie

  1. Eleonora Martinelli il 23 settembre 2010, ore 16:21

    ……..si può rimandare di 5 min?

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