Arte

Tutti pazzi per Vicky. L’idea “celeste” di Ermanno Cristini

L'artista Ermanno Cristini

E’ artista felicemente anomalo, Ermanno Cristini, protagonista dell’arte contemporanea a livello internazionale, con la sua idea del “Roaming”, le mostre che durano lo spazio di un vernissage, ma con un piede (e uno studio dalle parti di Bosto) piantato a Varese. Artista appartato, con un suo personalissimo cammino, silenzioso e dinamitardo (nei confronti del mercato dell’arte). Ma un artista può essere altrimenti?

Le opere  di Cristini sono quasi immateriali, lui  punta più sull’idea dell’opera che sull’opera stessa. Davvero impagabili le minuscole casette (o, forse, nidi) che sono costruite con materiali di scarto, trovati per caso, e poi vengono appese al muro. O, anche, in altri casi, disseminati in spazi immensi e poi, in quegli spazi, fotografate. La memoria nostra o cartacea, sostituita dalla memoria sul web.

Ma la rassegna più intrigante di Cristini è senza dubbio “L’ospite e l’intruso”, un progetto che, presso il suo atelier varesino, accoppia un artista  annunciato, che espone sue cose, e un artista che, quasi di soppiatto, approda all’atelier e nasconde qualcos’altro. Ricordo che una volta un artista aveva collocato in una libreria di Cristini un finto Meridiano, un volume con la veste esterna della nobile collana, ma che presentava tutte le pagine nere.

Ora l’imprevedibile Cristini lancia sul web una nuova idea che chiama “Encicloipedia celeste” e consiste nell’idea di “incontri/conversazioni/e non” sull’arte. Il primo appuntamento è con una giovane artista londinese, Vicky Falconer (giovedì 23 settembre, ore 21, in via San Pedrino 4, suonare Dessert). Un’iniziativa che Cristini rivolge non ad artisti o addetti ai lavori (in generale, noiosissimi), ma “a tutti coloro che sono curiosi”. Spiega il provocatore Cristini: “Ho visto lo scorso anno una mostra di Vicky Falconer, una giovane artista londinese, costruita sul tema della finestra. Mi piace molto un’abitudine olandese, tale per cui le tende alle finestre sono fissate nella parte alta in modo che dalla metà in giù la finestra resti libera perché si possa dall’esterno guardare dentro la casa e dall’interno guardare fuori”. Dunque, “questi “incontri/conversazioni/e non” hanno lo stesso spirito: vogliono essere un “guardare all’esterno”, e dunque, approfittando del fatto che Vicky è mia ospite a Varese in questi giorni, ho deciso di inaugurarli proprio con lei”.

Un interrogativo finale: perché non fare di Cristini il nuovo assessore alla Cultura di Varese?

22 settembre 2010
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