Varese

25 anni di Piccola Fenice, meno male che Silvio (Raffo) c’è

Un incontro in Fenice con Viviana Faschi e Giò Calarco

Una tappa prestigiosa, i 25 anni che il centro culturale Piccola Fenice di Masnago festeggerà, con torte deliziose e brindisi fatali, venerdì 24 settembre, alle ore 18. Uno spazio che, in questi anni di mediocre produzione culturale a Varese, si è sempre segnalato per vivacità e originalità. E questo grazie al suo fondatore e deus ex machina: Silvio Raffo, poeta, traduttore, scrittore, professore al Cairoli (e da quest’anno anche all’Università dell’Insubria). “E’ un luogo di ritrovo di genuini amanti della cultura. Dove sono avvenuti tanti incontri culturali, ma anche tanti incontri significativi per la vita di molti”, dichiara Raffo, al quale ogni giorno vengono inviate dichiarazioni d’affetto e stima in Facebook (dove è presente il Silvio Raffo Fans Club).

In effetti, ne è passata di acqua sotto il ponte della Piccola Fenice. Nomi grandi, come la Spaziani o Danilo Dolci o diversi “poeti laureati” italiani. Eppure, il ricordo di Raffo va soprattutto ai primi ragazzi e ragazze che, con lui, hanno affrontato nell’ormai lontano ’86, la sfida di creare un vivace spazio culturale nella sonnacchiosa provincia che, un po’ per pigrizia e un po’ per conservazione, arriva a Piero Chiara e lì parcheggia. E dunque, scorrono i nomi Aldo Nove (nom de plume del viggiutese Antonello Satta), di Luca Traini, di Laura Branchini, di Paolo Grosso, di Piero Giordanetti. Uno spazio un po’ atelier, un po’ biblioteca aperta (6300 volumi), un po’ rifugio in questo mondo senza cuore.

“Soledades. Destini di diverse solitudini” il file rouge di quest’anno alla Piccola Fenice. Un tema che profila conversazioni nella penombra dei mesi freddi e piovosi varesini. Una cornice entro cui sfileranno diversi appuntamenti, a partire dal 29 settembre, con l’incontro su Marina Cvetaeva, a cui seguirà, il 6 ottobre, una presentazione dell’imminente “Eros degli inganni”, nuovo libro di Raffo in uscita da Bietti, mentre il 13 ottobre la solitudine nella follia, con operazione di lettura, decostruzione e ricostruzione, attraverso un video, dell’opera teatrale di Raffo “Pas de deux” (chi l’ha vista recentemente l’ha considerata superlativa). Viene dunque un esperto di reincarnazione come Antonio Valmaggia, il 20 ottobre, che si soffermerà sulla solitudine dell’io nella storia. Gabriella Sica invece, il 27 ottobre, parlerà del suo volume “Emily e le altre”, la solitudine al femminile.

Un incontro sarà dedicato anche alla solitudine dello stilita San Simeone. Personaggio scelto perché, già protagonista di un indimenticabile film di Bunuel, potrebbe portarci a Dalì, su cui è in corso una super-mostra a Milano? Un interrogativo che, considerata l’enciclopedica vocazione culturale di Raffo, non appare fuori luogo. Non mancherà neppure la  rappresentazione, forse il 15 ottobre, di “Otto donne e un mistero”, piéce teatrale di Robert Thomas (da cui il modesto film di Ozon: ma Ozon ha mai fatto qualcosa di meglio?) da parte del Gruppo del “Liceo Cairoli” di Varese diretto da Pinuccia Soru.

22 settembre 2010
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