Cultura

Uscito il Meridiano Bonnefoy del varesino Fabio Scotto

La copertina del Meridiano

E’ un po’ un traguardo di tutto il mondo culturale varesino il prestigioso volume, appena approdato agli scaffali delle librerie, l’ultimo volume della collana dei Meridiani pubblicati (ahimé) dalla Mondadori, “L’opera poetica” di Yves Bonnefoy, ultima fatica letteraria di uno dei più convincenti e fecondi poeti varesini, Fabio Scotto.

Il corposo Meridiano esce con il testo francese e la traduzione italiana, ha impegnato a lungo Scotto, che peraltro è uno dei pochi, in Italia, a poter vantare una lunghissima consuetudine con il maestro francese, per l’opera di rigorosa traduzione (non solo dei versi, ma anche della cospicua produzione saggistica), e per l’amicizia elettiva che lega Scotto a Bonnefoy.

Ma veniamo al volume, sul quale torneremo. Esso presenta l’intera opera poetica di Bonnefoy. OPrima vengono gli Scritti giovanili: Movimento e immobilità di Douve, 1953; Ieri deserto regnante, 1958; Pietra scritta, 1965; Nell’insidia della soglia, 1975; Quel che fu senza luce, 1987; Qui dove ricade la freccia, 1991 ; Inizio e fine della neve, 1991 ; La vita errante, 1993; Le assi curve, 2001; La lunga catena dell’ancora, 2008.

Segue poi una sezione di Versi e prose recenti, 2009-2010, appena pubblicati in Francia e inediti in Italia, a cui si aggiungono alcune tra le più rappresentative prose poetiche (Rue Traversière e altri racconti in sogno, 1987) e una scelta di Scritti sulla poesia. Alle traduzioni “storiche” di Diana Grange Fiori, si affiancano quelle di Fabio Scotto, che da anni segue e accompagna Bonnefoy dandogli voce in Italia.

Il Meridiano di quasi 1800 pagine, al quale ha collaborato direttamente il poeta francese, scrivendo appositamente un’autocronologia, si propone come una sorta di autoantologia (la prima nel suo genere, non solo in Italia). Il commento di Fabio Scotto, ricchissimo di autocommenti editi e inediti, conduce un’analisi minuziosa delle poesie permettendo al lettore di immergersi nell’opera di Bonnefoy e mettendo in luce il fitto reticolo di richiami intertestuali, l’universo artistico di riferimento, le fonti ispirative (spesso iconografiche), i significati simbolici e allegorici, i sottosensi filosofici.

21 settembre 2010
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