Varese

Un identikit per il prossimo assessore alla Cultura

Il Teatrino Gianni Santuccio a Varese

Rullo di tamburi e squillo di trombe, il nuovo assessore alla Cultura di Varese si avvicina. Si infittiscono i segnali che le elezioni stanno arrivando. Iniziative e progetti frettolosamente messi sul tavolo, ultimi “spiccioli” del bilancio spesi, ipotesi sul futuro di questo o quell’assessorato oggetto di pronostici. E, ieri, un’interessante battuta da parte del sindaco-assessore alla Cultura, Fontana.

Il fatto. Tradizionale conferenza stampa per presentare la Stagione musicale del Comune. Una delle tante, convocata nel primo pomeriggio, presenza di giornalisti un po’ di nicchia e un po’ annoiati. Ad un certo punto, al sindaco-assessore sfugge una preoccupazione circa il futuro dell’assessorato alla Cultura, e la possibilità che possano intervenire cambi di marcia non irrilevanti, capaci anche di penalizzare iniziative importanti come la Stagione musicale. Negli ultimi mesi, questa amministrazione sta stabilizzando due figure significative: quella del direttore della Stagione musicale (è stato confermato il bravo Sartorelli) e quella del dirigente di un’Area che già comprende Cultura e Promozione del territorio. Lo stesso sindaco Fontana, incalzato da domande, ha dichiarato, scherzosamente: “Abbiamo messo le mani avanti”.

Dunque, un cambio è in vista per quanto riguarda l’assessorato alla Cultura? Varie le ipotesi che circolano, compresa quella che tutto resti com’è. Ma molti, in questi anni, hanno chiesto che ci sia davvero un assessore alla Cultura, intendendo un soggetto distinto dal primo cittadino. In questo caso, da un punto di vista politico, la prossima giunta dovrebbe vedere, all’interno del centrodestra, due soggetti forti: il Carroccio e, nel Pdl, la componente ciellina, quella che fa riferimento all’assessore regionale Cattaneo, che alle ultime elezioni si è mostrato molto radicato sul territorio. Tra queste due componenti, un eventuale assessorato alla Cultura riassegnato appare più appetibile per i ciellini. Proprio iniziative in qualche modo collegate a quell’area cattolica, vasta e complessa, si sono rivelate una vera novità: a partire dalla Stagione di teatro sacro, una manifestazione importante. E poi, per tutta la legislatura, l’assessore alla Promozione del territorio, Enrico Angelini, un politico di grande esperienza (scuola Dc), che fa riferimento all’area ciellina, ha promosso iniziative e manifestazioni (alcune davvero azzeccate, come “A-Tube” e “Festa del Cinema”) veramente competitive rispetto all’assessorato di Fontana. Potrebbe poi verificarsi, come in molti altri Comuni, la fusione tra Cultura e Promozione del territorio, un mutamento in linea anche con le risorse sempre più scarse. E, ancora una volta, Angelini appare in pole.

Sarebbe radicale il cambiamento della politica culturale varesina in un eventuale passaggio dal Carroccio ad un assessore vicino a Cielle. Ma non è l’unica ipotesi possibile. Un’altra ipotesi (più velleitaria, più impervia, più anomala, eccetera eccetera, questa volta, siamo noi a mettere le mani avanti) è che la figura dell’assessore alla Cultura provenga non dal Palazzo, ma dalla società civile. Un’autorevole personalità, indipendente e radicata nel territorio, potrebbe davvero imprimere una svolta sul fronte culturale, dando cittadinanza e riconoscimento reale alla vivacità culturale della città, tanto elogiata da tutti, ma poi guardata con diffidenza quando si rivela dotata di cervello pensante. Un’ipotesi che, a nostro avviso, meriterebbe un’adeguata riflessione da parte di tutte le forze politiche, maggioranza e opposizione. Qualche nome? Non ci sarebbe che l’imbarazzo della scelta.

16 settembre 2010
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Un commento a “Un identikit per il prossimo assessore alla Cultura

  1. andrea il 16 settembre 2010, ore 13:16

    la tristezza è veder mettere nella stessa frase A-Tube, organizzata grazie agli sforzi titanici di Giorgio Ghisolfi e di tanti volontari, sempre in lotta con disponibilità economiche ridicole, e la “Festa del Cinema” che invece è stata pagata fior di quattrini e, mi dispiace dirlo, ha lasciato il tempo che ha trovato (come sanno tutti quelli che hanno frequentato Varese in QUELLE ORE).

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