Varese

Teatro di Varese: addio Apollonio, arriva Mediobanca

Filippo De Sanctis parla con il sindaco Fontana

Una scenografia suggestiva ha accolto, questa mattina, giornalisti e invitati alla conferenza stampa, presso il Teatro Apollonio a Varese, per la presentazione della nuova stagione 2010-2011. Nella semioscurità la platea, illuminato il palco, su cui hanno trovato posto parte dei giornalisti e gli invitati, come se tutti partecipassero ad un rito collettivo un po’ misterioso. Del resto, come ha detto Gianmario Longoni, patron di Officine Smeraldo e direttore artistico del palcoscenico varesino, “i teatri sono un po’ delle chiese laiche”.

Il cartellone del teatro è passato però in secondo piano rispetto a ciò che ha catalizzato, inevitabilmente, l’attenzione dei partecipanti: il mega-sponsor che ha dato un nuovo nome al teatro (e lo ha fatto sborsando una cifra non esorbitante). Addio, dunque, al nobile studioso cattolico Mario Apollonio, raffinato e un po’ appartato, che tanto caro stava all’ex sindaco Fumagalli, e benvenuto a “CheBanca!”, creatura del Gruppo Mediobanca, che per la prima volta sponsorizza un palcoscenico e dà il nome al teatro di piazza Repubblica come “Title Sponsor”. Da oggi il teatro varesino si chiamerà “Teatro CheBanca! di Varese”, nome lungo e un po’ complicato, che però sembra rassicurare la società Teatro di Varese di Federico Guglielmi, che gestisce il palco. Con questi scuri di luna….

Rispetto all’ingresso dello sponsor, il cartellone teatrale è stato relegato in secondo piano. E, paradossalmente, l’unico che ha parlato di appuntamenti (musicali) è stato l’impresario Miguel Dell’Acqua, che ha profilato una interessante stagione all’ex Apollonio, con la partecipazione di Beppe Grillo (ma il nome più eclatante è il mitico Renato Zero, che però andrebbe al Palazzetto).

Ma al di là di sponsor, di un ritorno più convinto del Comune di Varese (presente al tavolo con sindaco Fontana e vice De Wolf), dell’ingresso della società cooperativa di comunicazione Hagam, contano soprattutto due cose. Una è “La squadra”, non quella della fortunata serie televisiva, ma quella che lavora a teatro. E’ un termine che usa Federico Guglielmi, e comprende lui, Gianmario Longoni, il bravo direttore del teatro Filippo De Sanctis, il dirigente della Cultura Andrea Campane, la Hagam con il pubblicitario Massimiliano Comparin (che è anche scrittore). E, come si sa, squadra che vince, non si cambia.

C’è poi il fatto che questo teatro sta crescendo, fuoriesce dai ristretti confini provinciali, attira grandi sponsor nazionali. Non solo: Varese sta tallonando la dinamica Gallarate anche per quanto riguarda il numero di teatri. Fra una settimana, infatti, sarà presentato il primo vero cartellone del Teatrino Gianni Santuccio, che vedrà la collaborazione dello stesso De Sanctis, del magistrato-scrittore Giuseppe Battarino, della giornalista ticinese (ma con un piede alla Prealpina di Varese) Ambretta Sampietro, dei poeti e organizzatori culturali Rita Clivio e Marcello Castellano, del dentista-poeta-editore Dino Azzalin. Non un palco vuoto, ma pieno di tante proposte, che potrebbe fare gola a qualche altro sponsor.

16 settembre 2010
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3 commenti a “Teatro di Varese: addio Apollonio, arriva Mediobanca

  1. Alessandra Politi il 16 settembre 2010, ore 18:54

    Da vecchia allieva del prof. Apollonio all’Università dico solo: CheBanca=CheTristezza

  2. Valerio Mastronardi il 16 settembre 2010, ore 19:45

    Da spettatore e da cittadino dico solo :

    CheBanca=CheGioia

    (perche almeno arrivano finanzimenti importanti alla Cultura)

  3. Laura Branchini il 13 ottobre 2010, ore 15:21

    Ma!! Una banca che per sostenere un progetto culturale si sostituisce alle personalità della cultura già nel nome della struttura rivela e promette una mentalità gretta e incapace di stare sulla scena nel proprio ruolo…
    Infine: il teatro dovrebbe restare intestato a Mario Apollonio con lo sponsor della Banca, ma in una città che per tradizione amministra la cultura con una sorta di “ribrezzo”, ogni scempio è possibile e ben accolto!

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