Economia

L’economista Fortis: l’Italia che produce uscirà dalla crisi

Da sinistra, Marco Fortis, Michele Graglia e Emilio Zanetti

Un’iniezione di ottimismo, quella portata dall’economista Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison, all’incontro congiunto promosso, al Teatrino Santuccio di Varese, da Ubi-Banca Popolare di Bergamo e dall’Unione industriali della provincia di Varese. Fortis ha rimarcato che “la capacità di ripresa dell’Italia, che risulta dalla solidità dell’economia reale (basata su manifatturiero, turismo, agricoltura così come sul risparmio delle famiglie), combinata con la stretta sui conti pubblici del governo, sta portando i suoi frutti, cambiando l’immagine internazionale del nostro Paese”. Come ha ricordato Fortis, la “World Trade Organization” ha indicato il sistema manifatturiero italiano come uno dei più competitivi al mondo.

Non solo: l’economista sottolinea la “tenuta finanziaria dell’Italia” che si rivela “di poco inferiore a quella della Germania, ma nettamente più salda rispetto a Paesi quali Francia, Stati Uniti, Spagna, Gran Bretagna e Giappone”. Una tenuta che molto deve al tessuto diffuso della famiglia, una realtà, ha detto Fortis, con “bassa propensione all’indebitamento” e una ricchezza che è la terza, dietro a quella belga e olandese. Altro punto di forza del sistema Italia è il sistema bancario. Inosmma, secondo Fortis, il nostro Paese, insieme alla Germania, come una delle realtà più inclini a d uscire meglio dalla crisi.

Ad ascoltare la riflessione di Fortis un’attenta platea di imprenditori e di esponenti del sistema bancario. Sul palco, accanto all’economista, siedono Michele Graglia, presidente di Univa, ed Emilio Zanetti, presidente della Popolare di Bergamo. Ricorda, Graglia, la partecipazione di Fortis all’assemblea generale di Univa del 2009. Il presidente di Univa ricorda il messaggio lanciato da Fortis, condiviso dagli industriali varesini: il valore che rappresenta l’industria per l’intera economia del nostro Paese e per il benessere della popolazione. Un messaggio, quello dell’economista, che Graglia ha definito “se non profetico, sicuramente lungimirante”. Una consapevolezza, quella dell’importanza dell’industria, che si è generalizzata, ha continuato Graglia, ma che impone a tutti “un cambio di passo”. E che impone una riflessione “sui fili e le trame che legano la crisi mondiale e l’Italia. Per non perdere posizioni acquisite, anzi per salire nella graduatoria della competitività”.

Di “moderato ottimismo” circa la ripresa ha parlato il presidente della Banca Péopolare di Bergamo, Emilio Zanetti. Un ottimismo fondato sulla forza del territorio, ai suoi soggetti, alle sue capacità. “Se le cose stanno cambiando – ha detto Zanetti – e la ripresa si annuncia, è perché si è cercato di contrastare le avversità di sistema con professionalità, attaccamento aziendale, idee convincenti e, soprattutto, vincenti”.

16 settembre 2010
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2 commenti a “L’economista Fortis: l’Italia che produce uscirà dalla crisi

  1. Francesco Bossi il 16 settembre 2010, ore 17:13

    grandi bolle di sapone vengono disperse in aria , la crisi è una crisi di valori , le merci sono solo merci e cinesi ormai .

  2. Daniele Devilman Chiereghin il 16 settembre 2010, ore 21:59

    w i paesi bric !!!!

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