Milano

Con questo omino voi ci tappezzereste la città?

La scultura Him di Cattelan

Un interrogativo diretto, senza possibilità di scantonare: voi ci tappezzereste la città con l’immagine dell’omino con i baffi? E’ la domanda che in queste ore toglie sonno e appetito a più di un assessore a Milano. Hitler in ginocchio, Hitler pentito è una delle figure più popolari e riprodotte realizzate da Maurizio Cattelan, a cui, dal 24 settembre a Palazzo Reale, il Comune di Milano dedicherà una mostra.

Un’attesissima rassegna per la quale lo stesso artista ha scelto, da riprodurre sui 250 megaposter con logo di Palazzo Marino (che Palazzo Marino per ora ha bloccato), proprio il suo “Him”, che peraltro non figura tra le opere in vetrina. Il problema è che i proventi dell’iniziativa andranno a finanziare quel Memoriale della Shoah milanese che sorgerà al binario 21 della Stazione Centrale.

Grande l’imbarazzo della giunta comunale di Milano, nonostante sia nota la vena polemica e provocatoria dell’artista italiano più celebre qal mondo. L’assessore alla Cultura Finazzer Flory si smarca e difende la scelta di Cattelan, in quanto sintetizza il senso della mostra: “contro le ideologie”. Anche se l’ultima parola spetta a Lady Moratti. Ma c’è chi fa muro: si fa sapere che per il semaforo verde ai poster “hitleriani” si è in attesa del parere della comunità ebraica di Milano.

15 settembre 2010
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6 commenti a “Con questo omino voi ci tappezzereste la città?

  1. Jane Bowie il 15 settembre 2010, ore 08:32

    Perché no. Parlarne, non dimenticare. Non è una parolaccia, è una figura storica che ha causato dei danni incalcolabili, e nonostante i reduci siano ancora vivi, siamo già alle prese con nostalgici e revisionisti (e non so chi è peggio). Qualciuno si offende? In fondo, bene, significa che qualcuno ancora ha memoria.

  2. Chiara E. Vanetti il 15 settembre 2010, ore 10:16

    Siamo alle solite. E’ un’opera d’arte con un preciso significato, non propaganda nazista. Ma vogliamo abbattere finalmente certi tabù ormai obsoleti e capire e interpretare cosa abbiamo davanti invece che andare per associazioni come automi computerizzati?

  3. Varesereport Vr il 15 settembre 2010, ore 17:44

    Non credo che condividerebbero i familiari dei detenuti nei lager

  4. Chiara E. Vanetti il 15 settembre 2010, ore 18:09

    Ma almeno ti sei documentato su quale sia il significato dell’opera? Perchè dunque non chiediamo a rai storia di bandire i documentari sulla seconda guerra mondiale o le monografie su fascismo e nazismo e personaggi correlati? Ci sono immagini di Hitler a profusione in quei video.
    Ripeto, in linea generale bisognerebbe prima riflettere e informarsi su quello che si vede piuttosto che tenere subito atteggiamenti da cane di pavlov.
    Una domanda, l’articolo è scritto da un esperto d’arte?

  5. Francesco Bossi il 15 settembre 2010, ore 18:40

    un pentimento post mortem è impossibile ,potrebbe al limite essere ridicolo per noi che vediamo la rappresentazione .

  6. Jane Bowie il 16 settembre 2010, ore 08:12

    Onestamente conosco personalmente dei famigliari di chi è morto nei lager, e la cosa ne li crea dei problemi. Quello che li crea dei problemi non è l’immagine di Hitler, è l’indifferenza, la dimenticanza, la rimozione per qualsiasi motivo (anche la paura di offendere) e il revisionismo. Se seguiamo questo ragionamento siamo nel pericolo di bandire qualsiasi cosa per paura di offendere, cadendo nel sindrome del salotto borghese dove si nasconde il cadavere sotto il tappeto perché il sangue disturba all’ora del té.

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