Varese

A Varese grande evento targato Junior Chamber

Dario Galli e il presidente di JCI Kwemain

Un grande evento porterà a Varese, come dicono gli organizzatori, circa 200 “opinion leaders”. E, dunque, consentirà a questi “leaders” di conoscere il territorio e di farsi testimoni della sua forza attrattiva. Così, almeno, si spera. L’evento, in programma il prossimo anno, dal 17 al 20 febbraio, è il meeting annuale dei presidenti europei di un’associazione molto singolare, e radicata un po’ dovunque: la Junior Chamber International, diffusa in 115 nazioni dal 1915, e che raggruppa giovani dai 18 ai 40 anni, studenti, imprenditori, professioniti, che svolgono un impegno volontario. Una realtà molto singolare che, nel suo biglietto da visita, intitolato “Il nostro credo”, ha scritto: “Noi crediamo: che la fede in Dio dia alla vita un vero senso e un vero scopo. Che la libertà degli uomini e dell’impresa sia il primo fattore per il raggiungimento della giustizia economica”. E via dicendo.

Da sinistra, la Della Chiesa e Chiara Milani

Un’associazione giovanile molto prestigiosa, tanto è vero che, a ricevere il presidente mondiale del sodalizio, il camerunense Roland Kwemain, erano schierati questa mattina, nella Sala neoclassica di Villa Recalcati, Dario Galli, presidente della Provincia di Varese, Bruno Amoroso, presidente della Camera di Commercio di Varese, Enrico Angelini, assessore alla Promozione del Territorio del Comune di Varese, Paola Della Chiesa, direttore dell’Agenzia del Turismo della provincia di Varese, Giovanni Luatti, direttore del Varese Convention and Visitors Bureau.

A curare con grande abilità la regia della conferenza stampa, Paola Della Chiesa, l’elegante direttrice dell’Agenzia del turismo, e Chiara Milani, giornalista di “Rete 55”, vicepresidente mondiale dell’associazione e in pole position, come è stato rivelato “fuori dal protocollo”, per salire ancora di grado in questa complessa organizzazione d’élite. La Milani è stata definita unanimemente dai presenti all’incontro come una “preziosa risorsa di questo territorio”.

Il presidente mondiale, a Varese da sabato scorso, ha ricordato i valori fondamentali del sodalizio, che sembrano rispecchiare la tavola dei valori di un’associazione d’impresa: leadership, responsabilità sociale, imprenditoria, amicizia. Insomma, non un liberismo scatenato, ma un’opzione per un’economia di mercato temperata, aperta al confronto con nuove idee e nuove proposte. Il presidente Roland Kwemain, che sta visitando le nazioni in cui è presente la JCI, ha infatti incontrato il cardinale Tettamanzi, espressione proprio di una cultura che guarda all’economia copme ad un mix di libertà e giustizia.  Il leadar mondiale della JCI è anche testimonial di una campagna internazionale, in collaborazioni con le Nazioni Unite, contro la malaria in Africa (“ogni 30 secondi un bambino africano muore di malaria”, ricorda).

Prospettive interessanti, dunque, legate a questo sodalizio di giovani. Non sfugge la difficoltà di organizzare l’evento di febbraio. “Uno sforzo impegnativo – dice il presidente Galli – perchè vogliamo fare una bella figura”. Varese al centro di un grande evento, come ha detto ancora Galli, in linea con ciò che sta accadendo da qualche tempo. “Prima dicevamo vorremmo fare, poi siamo passati a dire faremo e oggi diciamo stiamo facendo, un passaggio non da poco”, ha rimarcato Amoroso, presidente della Camera di commercio. E tutto questo, come ha concluso Angelini, condividendo il punto di partenza con l’associazione internazionale. “Per costruirsi come persona – ha detto lucidamente l’assessore alla Promozione del territorio del Comune di Varese – ci vuole apertura mentale, desiderio di confrontarsi con il mondo che cambia, con idee e convinzioni lontane”.

6 settembre 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi