Scuola

Quoziente familiare? Bello e distorto. Ragioniamoci

Da sinistra Zappoli (La Sinistra) e Milana (Pd)

Quoziente familiare? Uno strumento interessante….a seconda. Sì, a seconda di come lo si applica. Due consiglieri d’opposizione, Fabio Milana, Pd, e Angelo Zappoli, La Sinistra, richiamano l’attenzione sul problema. E lo fanno perché allertati dall’allarme lanciato, nell’ultima seduta della Commissione comunale Servizi Educativi, presieduta dal Pdl Pramaggiore, da diversi presidenti di scuole materne convenzionate con il Comune di Varese, che denunciano endemiche difficoltà economiche nell’applicare il quoziente familiare.

Ad oggi si applica uno sconto sulle tariffe in rapporto al numero dei figli, un principio importante di riconoscimento sociale del nucleo famigliare. Ma c’è un “ma”: nell’applicazione di questo sconto si prescinde dal reddito familiare. Così, ad essere le più avvantaggiate finiscono per essere le famiglie più numerose con maggiore reddito. Un fatto che certamente non risponde a criteri di equità, ma produce squilibri e ingiustizie.

Come sottolinea il consigliere comunale del Pd, Milana, stiamo parlando di realtà educative importanti per il nostro territorio: la maggior parte di esse (in tutto sono 26) è legata a mondi parrocchiali, con radici che affondano nella storia del tessuto cittadino. Dunque, realtà educative che offrono un importante contributo alla città. Ma cosa accade? Come ci comporta l’amministrazione comunale? “L’amministrazione comunale – rincara il consigliere Zappoli – prima ha fatto uno sconto alle famiglie numerose, poi ha scaricato questo sconto sui bilanci delle scuole paritarie, poi ha concesso un aumento di contributi alle scuole stesse, scaricando questo onere sulle casse comunali. Un problema simile a quello delle tariffe applicate per la gratuità dei Servizi sociali, per cui alle scuole viene dato il minimo tariffario”.

Storture che, secondo i due consiglieri d’opposizione, vanno corrette al più presto. La soluzione verrà proposta nella riunione della commissione Servizi Educativi, che giovedì, in occasione della prima riunione del Consiglio dopo le ferie estive, i consiglieri chiederanno di convocare. “Alle scuole sia riconosciuto un contributo-utente concordato con il Comune – dicono i consiglieri -, a prescindere dalle singole situazioni familiari. Le famiglie dovrebbero versare la quota di loro spettanza direttamente all’amministrazione, e le scuole sarebbero rimborsate direttamente dall’amministrazione”.

Comunque, l’obiettivo di Milana e Zappoli è di aprire un confronto su questo. E l’assessore ai Servizi educativi, Patrizia Tomassini, presente alla seduta della commissione, a sentire i consiglieri è apparsa disponibile ad un confronto nel merito.

4 settembre 2010
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