Varese

Con Domenichino si chiude il teatro al Sacro Monte

Il regista Andrea Chiodi

Reduci dal clamoroso successo ottenuto, al recente Meeting di Rimini, nella mega-arena Telecom, con lo spettacolo “Marija Judina, la pianista che commosse Stalin”, il regista Andrea Chiodi e la drammaturga Angela Demattè si presenteranno, giovedì 9 settembre, alle 21, al Sacro Monte di Varese, a conclusione della rassegna “Tra sacro e Sacro Monte. Il teatro come contemplazione della Bellezza”. Una rassegna che ha visto la presenza di grandi interpreti, dalla Nuti alla Villoresi, fino ad una ispirata Luisa Oneto.

Torna, dunque, per il suo ultimo appuntamento la rassegna del Sacro Monte. Sulla terrazza sopra il Mosè della via sacra varesina, si potrà vedere in “prima” lo spettacolo “Transite ad me…Storia di Domenichino Zamberletti”, messa in scena di un testo scritto per l’occasione dalla giovane attrice e drammaturga Demattè, vincitrice dell’ultimo premio Riccione e autrice, come si è ricordato, del suggestivo spettacolo del Meeting. E come a Rimini, anche a Varese alla regia ci sarà il bravo Andrea Chiodi, ”deus ex machina” di uno degli eventi più belli a Varese, il Presepe Vivente che ogni anno si rinnova come una delle più originali tradizioni.

Lo spettacolo dedicato a Domenichino Zamberletti è stato realizzato dalla Fondazione Paolo VI, in collaborazione con Re.Te., associazione Residenze Teatrali Varesine, una realtà culturale impegnata nella promozione di proposte teatrali sul territorio lombardo. Lo spettacolo al Sacro Monte vedrà sul palco all’aperto sei attori e più di venti bambini, attori affiancati da un’intera corale. Insomma, uno spettacolo da non mancare. In caso di pioggia ci si trasferirà al Teatro Apollonio di piazza Repubblica, e anche questa volta sarà funzionante il bus-navetta, che partirà alle ore 20.15 da piazza Monte Grappa, dove farà ritorno a conclusione dello spettacolo. 

Davvero apprezzabile il fatto che la chiusura della rassegna di teatro sacro, sia stata concepita in senso molto locale (e non localistico), cioè molto radicata nel territorio. Molto varesina, in altre parole, poiché incentrata su Domenichino, un personaggio che appartiene alla storia del Sacro Monte e di Varese, protagonista di una vicenda che ormai pochi ricordano, ma che è parte della nostra identità, una storia che toccherà i cuori di molti. Sarà anche possibile tracciare un bilancio di questo cartellone di proposte, che nel loro insieme hanno costituito una novità interessante nel panorama locale.

Oltre e al di là dello spettacolo su Domenichino, resta l’ultimo, vero, consueto appuntamento, il più atteso da tutti, il più bello: il Presepe Vivente. Uno spettacolo sacro e popolare, semplice e profondo, come accadeva in un lontano passato.  A Chiodi e ai suoi amici “teatranti”, certamente va riconosciuto questo merito. Non piccolo, considerata la lunga fedeltà di Chiodi ad una certa idea di teatro, non radical-chic e non intellettualistica, e ad un modo di concepire un teatro cristianamente modellato, sempre attuale perchè sempre ispirato a valori eterni.

3 settembre 2010 Andrea Giacometti direttore@varesereport.it
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