Faenza

48 ore d’arte per Muky. Con Blaiotta & Friends

L'artista Muky

“In quattro per Muky” è un evento che dura due giorni a Faenza, presso la Loggetta del Trentanove. Un dialogo intenso tra arte, poesia e musica, in quello che è ormai da tutti considerato il secolo delle contaminazioni. L’evento inizia sabato 11 settembre, a partire dalle 21, con un atto sonoro a cura di Francesco De Vita, e si conclude domenica 12 settembre, a partire dalle 17, con le sonorità di Alessandro Scala.

Due giorni, quattro artisti, quattro installazioni di pittura, segno e poesia, per un appuntamento d’arte che contemporaneamente vuole essere un tributo a Muky, artista di primo piano ed interprete dell’essenza della comunicazione, che da anni ospita incontri e manifestazioni di cultura a Faenza, sua città di adozione, accogliendo un pubblico sempre numeroso e attento.

I protagonisti dell’evento sono un gruppo di artisti ripetutamente legati da anni di lavoro artistico condiviso e da amicizia. A partire da un artista poliedrico, e molto conosciuto a Varese per avere partecipato alle principali performance poetiche, Gaetano Blaiotta, artista visivo e poeta, intrigante “fabbro” di opere che prendono corpo nella sua casa/studio/galleria “La casa nel giardino” a Casalzuigno, in provincia di Varese. C’è poi Maria Elena Danelli, scenografo, artista visivo e poeta, che lavora nella sua casa/studio a Cuvio, in provincia di Varese e che ha partecipato ad un recente evento organizzato, a Varese, dal gruppo locale di Greenpeace. A loro si affianca anche lo svizzero Marco Gurtner, artista visivo, che intreccia la sua attività di direttore artistico al Museo Casa Cavallier Pellanda di Biasca, al suo lavoro nella casa/atelier di Minusio, in Svizzera, e Stefania Vecchi, artista visivo, lavora a Fusignano, a “Casa Vecchi” e a Lugo, dove ha sede il suo studio, in provincia di Ravenna. Insieme

Gli artisti daranno vita a quattro rispettive composizioni, variamente fondate nella pittura, nel segno e nella poesia, nel rispetto delle specifiche peculiarità che caratterizzano il lavoro di ognuno. Il catalogo è curato da Enrico Brunella, architetto, pittore e poeta, vive e lavora libero nel necessario silenzio di una cascina d’Armino insieme alla sua tribù, è l’autore del testo che accompagna la mostra.

Due parole, infine, sulla suggestiva location in cui si svolgerà la manifestazione. La Loggetta del Trentanove prende il nome dal plasticatore, riminese ma a lungo operante in Faenza, Antonio Trentanove, che fra il 1775 ed il 1780 eseguì quattro grandi statue in stucco, tuttora in loco, per le nicchie del porticato pensile che costituivano il fondale (il cosiddetto “attergato”) del palazzo Bandini-Rossi, costruito dal grande architetto Giuseppe Pistocchi e fortemente danneggiato con i bombardamenti del 1944, al punto da essere demolito. L’attergato con la loggia al primo piano costituisce quindi l’unica parte superstite – e anche ben conservata – di uno degli edifici neoclassici più importanti per il ’700 faentino. La loggia è costituita da dieci “snelle colonne corinzie”, simili a quelle interne del Teatro Masini, sempre del Pistocchi. Entro quattro nicchie stanno appunto le statue del Trentanove che simboleggiano acqua, terra, aria, fuoco.

3 settembre 2010
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