Cinema

Destini femminili in Israele secondo Schnabel

Un momento del film

Da domani 3 settembre (con spettacoli alle ore 17.30-20-22.30), approda alla Sala Urano del Multisala Impero di Varese la pellicola in concorso al Festival di Venezia ”Miral” di Julian Schnabel (una coproduzione Gran Bretagna, Israele, Francia), che narra di destini femminili sullo sfondo del conflitto israelo-palestinese.  

Miral racconta la storia di tre generazioni di donne le cui vite si intrecciano nell’umana ricerca della giustizia, della speranza e della riconciliazione in un mondo offuscato dall’ostilità, dall’odio e dalla guerra. La storia ha inizio nel 1948, in una Gerusalemme consumata dalla guerra. Mentre si reca al lavoro Hind Husseini si imbatte in 55 bambini, orfani che vagano per la strada. Incapace di voltare loro le spalle li porta a casa con sé, per sfamarli e dargli un rifugio.

Nell’arco di alcuni mesi, i 55 orfani diventano quasi 2000. Hind decide così di trasformare la sua casa nell’Istituto Al-Tifl Al-Arabi e, in seguito, l’istituto diverrà anche una scuola, il cui scopo è offrire un’istruzione agli orfani e di fungere da simbolo di speranza per tutte quelle ragazze vittime del conflitto Israelo-Palestinese.

Sono trascorsi trent’anni, siamo nel 1978, una bambina di 7 anni arriva all’Istituto in seguito alla morte della madre. E’ Miral, che crescerà tra le mura protettrici dell’istituto, completamente ignara delle problematiche che infiammano il paese. All’età di 17 anni, all’apice della resistenza dell’Intifada, a Miral viene affidato il compito di lavorare come insegnante in un campo rifugiati, lì, Miral viene a conoscenza dell’odio, della frustrazione e della guerra che sembrano essere un antico retaggio della sua stessa famiglia.

Miral si innamora del fervente attivista politico, Hani e così si ritroverà a dover affrontare un lacerante conflitto interiore, che rispecchia la situazione che si verifica nel paese: combattere come hanno fatto quelli prima di lei, oppure seguire gli insegnamenti di Mama Hind, secondo cui l’istruzione è la chiave che aprirà la strada per la pace.

2 settembre 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi