Varese

Dal Comune semaforo verde agli aumenti

Nonostante il Pirellone prenda tempo, dica di stare pensando a come evitare le ricadute più pesanti sui trasporti, ponderi ipotetiche alternative, intanto a Varese il Comune ha acceso il semaforo verde agli aumenti dei ticket dei bus e dei pullman.

Ieri, infatti, la Giunta ha dato l’ok alla sorpresa che attende i varesini al ritorno dalle ferie. Non cambia il prezzo della corsa singola urbana e quella extraurbana sotto i 5 chilometri, continua a costare 1,05 euro. Gli altri biglietti dei trasporti urbani e extraurbani di Varese e dintorni, invece, subiscono aumenti  di vario genere. Il tutto parte da oggi e da oggi Sila (in città) e il consorzio Trasporti Insubria (per le corse extraurbane), alzano i prezzi. 

Il carnet da dieci biglietti passa da 9,60 a 9,85 euro, l’abbonamento mensile aumenta di 50 centesimi. Il ticket per le corse extraurbane tra 5 e 10 chilometri passa da 1,35 a 1,40 euro, mentre gli abbonamenti settimanali extraurbani aumentano di 20 centesimi.

Aumentano anche gli abbonamenti per gli studenti. Il mensile per liceali e per studenti della scuola dell’obbligo  aumenta di 50 centesimi, l’annuale urbano aumenta di 4 euro, mentre per gli studenti di fuori Varese l’aumento dell’abbonamento annuale va dai 4 agli 8 euro, a seconda della tratta.

Non si fanno attendere le reazioni delle opposizioni. Scatenato Nicoletti (Movimento Libero): “Basta, il Comune avrebbe dovuto opporsi con ogni mezzo! La gente continua a subire aumenti di ogni tipo nonostante gli stipendi rimangano al palo. La pressione fiscale media del nostro Paese è già tra le più alte d’Europa, non capiamo dove si voglia arrivare. L’ennesimo aumento dei prezzi degli abbonamenti dei bus, quello approvato ieri dalla giunta Fontana, poteva e doveva essere evitato. La gente non può continuare a pagare il malfunzionamento del sistema che a livello locale come a livello nazionale non rappresenta più nessuno. Se non riescono a governare con tutti i soldi che la gente tira fuori con le tasse ogni anno, è meglio che vadano tutti a casa!”.

1 settembre 2010
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