Lettere

“Dote Lavoro” del Pirellone. Una lettera “sconfortata”

Caro Direttore,

Le vorrei rubare qualche minuto per sottoporle un problema, che credo non sia solo mio.

Mi sono laureata in grafica e design 2 anni fa. In questi 2 anni sono stata impegnata perlopiu’ in stage non retribuiti, per i quali, anzi dovevo anche accollarmi le spese!

Questa e’ la situazione nel nostro paese…. Un’italia che non ha rispetto per noi giovani, un italia in cui veniamo definiti “bamboccioni” da alcuni politici, che forse non comprendono che in certi casi ci appoggiamo ai genitori e restiamo in casa, perche’ con gli stage non retribuiti, i rimborsi spese da 100-200 euro al mese o situazioni di precariato che non ci assicurano entrate mensili fisse, non avremmo la possibilita’ di campare o di organizzare un futuro. Ma non è questo il problema principale che volevo sottoporle.

Dopo la laurea ho fatto un corso di specializzazione e successivamente, dato che non trovavo nessuna occupazione, nel mio ambito lavorativo ho aderito a un’iniziativa della Regione Lombardia…La tanto acclamata DOTE LAVORO.

La Regione Lombardia ha stanziato dei fondi e per ogni persona coi requisiti per ottenerla metteva a disposizione una cifra di cui circa il 50% sarebbe servito per pagare il costo del corso: docente, aula, materiale informatico, gli operatori del centro di reclutamento, ecc.. e il restante sarebbe andato all’utente… una sorta di sussidio per chi come me non ha avuto la fortuna di trovare lavoro.

I requisiti per poter aver diritto a questa dote erano semplicemente 2:

_essere al momento della stipulazione del contratto INOCCUPATI, come nel mio caso, o disoccupato,

_e seguire tutto l’iter del corso.

Mi sono detta: ” seguo un corso, imparo cose che possono ampliare le mie conoscenze e alla fine prendo anche qualche soldo”. Troppo bello per essere vero?

Ho firmato un Piano di intervento personalizzato, che mi dissero aveva la valenza di un contratto, e io quel contratto l’ho rispettato. Ho seguito diligentemente il percorso di formazione che si articolava in una fase iniziale di colloqui con il centro di reclutamento accreditato dalla regione, che assegna le doti e nelle quali si svolgono i corsi, seguito il corso che mi impegnava circa 4 pomeriggi alla settimana per 4 ore, e una successiva fase di tutoring  e ricerca lavoro, per cui sono stata aiutata sì, a trovare 3 impieghi, ma ahime’, tutti sotto stage e tutti non retribuiti…

Mancava solo la fase di compilazione moduli per il versamento dell’indennita’ della dote..

Premetto che ho anche dovuto aprire appositamente, un conto corrente che mi ha comportato un impiego di tempo, per trovare un conto che facesse al caso mio, e  un costo per l’apertura.

Il giorno in cui avevo appuntamento con l’operatrice del centro per portare tutti i documenti necessari mi e’ stata consegnata una circolare da parte della regione nella quale si rendeva noto, senza troppi giri di parole che non avevo piu’ diritto alla dote, in quanto non in possesso dei requisiti, perche’ i requisiti erano stati nel frattempo modificati…, cioe’, la dote sarebbe stata versata solo alle persone che al momento della richiesta di dote fossero disoccupate, e non inoccupate come me.

Ora io mi chiedo… se fin dall’inizio mi avessero detto che non avevo i requisiti, ovviamente non avrei aderito… perche’ seguire tutta la trafila mi ha comportato comunque un impiego di tempo e di denaro.

 Ma puo’ la Regione, fare un cambiamento del genere a un contratto con effetto retroattivo?Io non credo sia giusto, ne’ tantomeno legale…

Alla sede della Regione Lombardia nessuno sa dirmi nulla di concreto, sono evasivi, mi e’ stato addirittura detto che e’ stato “un errore del computer”, quando ancora ad oggi, sul sito ufficiale della regione lombardia appaiono come requisiti gli stessi dell’anno scorso. Non si sono nemmeno premurati di fare una modifica. Lo stato tende una mano ai giovani e poi la tira indietro..

Sono sconfortata..

Le porgo cordiali saluti

B.

27 agosto 2010
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