Varese

Varese-Atalanta. C’è anche chi pensa ai disabili

Disabili dietro alla rete. Non ci sono alternative?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

 

A chiunque e senza pretese,

non riesco a digerire come vedranno le partite interne del Varese coloro che vivono seduti in carrozzina. A sensibilità e disponibilità dimostrate in più occasioni dal Varese 1910, nel posizionare le carrozzine sulla pista d’atletica, si oppone il regolamento federale che pretende invece le carrozzina, giustamente, in posizioni di sicurezza. A Varese basterebbe però la stessa situazione concessa a Cittadella, stadio in cui le carrozzine sono sistemate in zona defilata, all’uscita dagli spogliatoi, …sulla pista d’atletica.

A Masnago è possibile anche una soluzione in tribuna, ideale per sicurezza e visibilità, oltre ad essere parzialmente al coperto. Basterebbe allargare la griglia metallica realizzata in cima alla scalinata d’accesso alla tribuna laterale nord, gradini superabili dalle carrozzine, da chi ha problemi agli arti inferiori o di deambulazione, installando un semplice montacarichi del tipo di quelli che ogni disabile in carrozzina utilizza sulla scala di casa propria.

Una piccola opera per una grande dimostrazione di sensibilità per evitare che nasca un Diversamente Club dei Diversamente Tifosi. Il pubblico del Franco Ossola deve formare un unico coro che possa gridare: “gol!” Perché arrendersi al fatto che anche una sola voce sia costretta a sospirare: “…rete”?   

Un bof

26 agosto 2010
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Un commento a “Varese-Atalanta. C’è anche chi pensa ai disabili

  1. Filippo De Sanctis il 27 agosto 2010, ore 02:07

    Buongiorno,

    mi associo pienamente a quanto scritto da Bof. Putroppo in Italia ci si dimentica troppo spesso delle persone disabili: Musei, Cinema, Teatri, Stadi, tutti con problemi di accesso o con posizioni dedicate alle carrozzine sempre in luoghi sacrificati.
    Eppure rispetto ai “tanti” le persone con disabilità sono molte “poche” basterebbe dunque un po di attenzione in più. Perchè saranno anche pochi ma in pesi civilizzati come la Germania se ne vedono tantissimi, li viene data loro l’opportunità di spostarsi e condurre un vita senza troppe complicazioni.
    E’ vero un luogo non accessibile a tutti e come se non fosse accessibile a nessuno, forse che le tasse pagate da una persona disabile valgano meno?

    Speriamo davvero che almeno nello sport, che da sempre è simbolo di eguaglianza, non si assista alla solita scenetta, e speriamo che il Calcio varesino si distingua ancora una volta per i suoi meriti, non solo sportivi.

    Filippo De Sanctis

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