Varese

La Brambilla: rimuovere l’ordinanza anti-cani

Un’ordinanza controversa, quella che impedisce a Varese l’ingresso dei cani nei bar e nei ristoranti. Una scelta che in questi mesi ha sollevato polemiche e perplessità, soprattutto da parte delle opposizioni. Che, tuttavia, ribadivano come dovessero essere mantenute le misure obbligatorie di tutela dell’incolumità pubblica da eventuali aggressioni da parte dei cani, oltre alla tutela del decoro del locale, potendo il gestore rifiutare l’ingresso di animali sporchi o palesemente ammalati.

Come rileva il consigliere comunale del Pd Fabrizio Mirabelli, “perfino secondo una nota dell’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani – di cui il sindaco Fontana è presidente regionale, ‘Vietare l’ingresso ai cani nei locali pubblici e quindi negli esercizi commerciali è illegale’”.

Non solo: lo stesso esponente del partito di Bersani, il 26 aprile 2010 presentò in Consiglio comunale una mozione sottoscritta da ben 21 consiglieri comunali, di fatto la maggioranza del Consiglio comunale, in maniera trasversale agli schieramenti politici. E poi, non ancora soddisfatto, Mirabelli, il 17 agosto, scrisse alla ministra Brambilla per chiedere un’interpretazione della normativa vigente affinché anche a Varese, come nel resto della provincia, i cani possano entrare nei locali pubblici e negli esercizi commerciali.

Un lungo impegno contro l’ordinanza anti-cani, premiato dal fatto che ieri, il ministro Brambilla ha telefonato al sindaco per ottenere rassicurazioni sul fatto che il divieto per i cani venga rimosso il più velocemente possibile.

Dichiara Mirabelli: “Ringrazio il ministro per il sollecito interessamento e mi auguro che l’assessore Giordano, che si è sempre trincerato dietro un fantomatico Regolamento comunale di igiene pubblica, si risvegli dal letargo che, finora, gli ha impedito di fare chiarezza su una situazione confusa che ha provocato disagi ai proprietari dei cani, ai turisti e agli esercizi commerciali. Ringrazio, infine, il Comitato amici dei cani, che impegnandosi a raccogliere circa mille firme contro l’ordinanza del Comune, ha dato un valido contributo a uscire da una situazione kafkiana che riguarda tante famiglie e imprese varesine”.

21 agosto 2010
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