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Varese bombardata. Oltre le polemiche, nuovo volume

Dopo le polemiche suscitate dal precedente volume pubblicato e curato dall’editore varesino Pietro Macchione, “Aprile 1944. Varese sotto  le bombe”, un’altra opera dello stesso editore affronta nuovamente quei lontani avvenimenti, sui quali storici autorevoli hanno preso la parola in polemica con il primo volume dell’editore Macchione. Speriamo che il nuovo volume sia un’occasione per riscoprire la storia di Varese, ma senza reticenze e rimozioni, nemici giurati di una vera memoria del passato.

Questa volta il nuovo volume viene presentato a Varese, sabato 21 agosto, alle ore 19.15, presso la Festa Democratica in corso alla Schiranna di Varese, nell’ambito del cartellone degli incontri “Aperitivo con l’autore”. Il nuovo volume porta la firma di Giovanni Zappalà, già autore di due libri di poesia ” Sotto il segno della Vergine” e ” Immagini e dissolvenze”. Ora Zappalà si propone al pubblico dei lettori con il volume “Varese e Cuvio – anni ’40″ (un volume, come si è detto, pubblicato dall’editore Macchione).

Quale il contenuto della nuova opera? Nella notte tra l’uno e il due aprile del 1944 cessò per gli abitanti di Varese la speranza-illusione di essere risparmiati dagli sconvolgenti bombardamenti che ormai notte e giorno colpivano il territorio controllato dall’esercito tedesco e dalla Repubblica sociale italiana. I bombardieri inglesi, che sganciarono le bombe da grande altezza, avevano come obbiettivo la distruzione dell’Aeronautica Macchi, ma la mira non fu precisa e così Masnago e la parte adiacente di Varese ebbero numerosi morti e pesanti danni materiali.

Domenica 30 aprile, poco prima di mezzogiorno, la delicata “missione” venne svolta dalle Fortezze Volanti americane. Gli stabilimenti Macchi furono resi inservibili, ma anche stavolta si registrarono rilevanti danni alle abitazioni e gravi perdite umane. In entrambe le occasioni la città si mobilitò con grande slancio a favore delle famiglie colpite, ma non mancarono polemiche, strumentalizzazioni, odiose misure repressive. Finalmente venne realizzata la prevista rete di rifugi pubblici e privati, ma ormai gli aerei alleati non sarebbero più tornati a colpire la città prealpina.

16 agosto 2010
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